Il Tirreno

Pisa

San Rossore, un libro bianco sull’impatto del raduno scout

Un comitato chiede di verificare sul campo i danni causati dalla Route Agesci alla vegetazione e alla fauna del Parco: «Ipocrita invitare a parlare a bassa voce e poi fare i concerti»

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PISA. Il Comitato “Salviamo San Rossore” fa sentire la propria voce in merito al maxi-raduno degli scout a San Rossore e annuncia un libro bianco.

Fabio Garbari, Alessandro Spinelli e Mauro Nozzolini rilevano come abbiano avuto molto risalto l'evento e i suoi protagonisti - gli scout, le rappresentanze delle varie istituzioni politiche, religiose, delle forze dell'ordine - «ma non sono arrivate al pubblico le informazioni da parte di coloro che, definiti "ambientalisti", avevano paventato danni al patrimonio naturale della Tenuta, in considerazione del grande numero dei partecipanti, delle strutture realizzate (tende, bagni, docce, lavabi, tubazioni, pozzetti, tenso-strutture, palchi, eccetera), del luogo scelto (i 74 ettari di praterie termo-xeriche mediterranee tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie), «ricco di biodiversità vegetale ed animale, compresi i numerosissimi gruccioni e la popolazione dell'importante Lycosa tarantula, ragno terricolo presente solo in quella zona».

Il comitato protesta: «Non ci è stato possibile fino ad oggi - e non lo sarà fino al 24 agosto, per un'ordinanza del direttore del Parco, datata 23 luglio - verificare con indagini sul campo i possibili danni e le conseguenze dell'impatto antropico su questa parte della Tenuta. Solo dopo tale data potremo fornire un quadro sufficientemente definito di quanto accaduto su basi scientifiche, ma anche riferendoci alle sole documentazioni fotografiche messe in rete, aeree e non, possiamo anticipare che le dichiarazioni magniloquenti e trionfalistiche fatte dal direttore e dal presidente del Parco sembrano fuori luogo. Sorprende che questa dirigenza, sulla base di due poiane in volo durante la grande messa domenicale e della occasionale presenza di qualche daino incuriosito o "affamato", possa dire che la natura di San Rossore non "si è accorta di nulla": non si riesce a capire come tali affermazioni, ascientifiche e superficiali, possano essere state espresse da persone con un ruolo tecnico specifico, dimenticando l'impatto che oltre trentamila persone e diecimila tende e decine di giorni di lavori preparatori hanno avuto con il terreno, con la vegetazione e le sue componenti floristiche, con le decine di nidi di gruccioni e di conigli presenti, con la già richiamata popolazione di Lycosa e con la microfauna del sito, che nell'insieme rappresentano un biòtopo unico nel Parco».

«Aggiungiamo - scrive il comitato - che in un libretto distribuito a tutti i partecipanti, un decalogo dettato dal direttore e dal presidente del Parco consigliava norme di comportamento, tra le quali il parlare a bassa voce per non disturbare gli animali. Risibile (e ipocrita) invito, sapendo dal programma che sarebbero stati organizzati almeno due grandi concerti notturni che, come è possibile verificare in rete, sono andati ben oltre i decibel consentiti, in deroga alle norme previste dal Regolamento del Parco. Al di là dei danni ambientali, emerge una forte preoccupazione derivante dalle dichiarazioni pubbliche più volte espresse dai dirigenti, dagli amministratori e dai politici sul proscenio della Route, secondo le quali San Rossore sarebbe il luogo ideale per ulteriori manifestazioni di massa (come avevamo sin dall'inizio di questa vicenda ipotizzato e temuto), trasformando di fatto un'Area protetta in un parco pubblico, cancellando le finalità per le quali il Parco naturale regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è stato istituito».

Il comitato si è impegnato a fornire indicazioni esaurienti non appena completate le indagini, i cui risultati saranno oggetto di un libro bianco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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