Italia
«Meglio comprare defibrillatori»
Il dottor Cecchini critica la scelta di Palazzo Gambacorti: un’occasione mancata
PISA. «Perché il Comune ha preferito spendere migliaia di euro per i totem turistici e non un centesimo per nuovi defibrillatori automatici esterni (Dae)?». Lo chiede Maurizio Cecchini, medico dell'Azienda ospedaliero universitaria. Dopo aver letto l'articolo sul malfunzionamento dei totem turistici, Cecchini ha scritto un lungo post sul suo blog (http://www.cecchinicuore.org/) intitolato "Un’occasione mancata". Il noto medico è impegnato da anni in una campagna di sensibilizzazione sulla diffusione capillare di defibrillatori automatici salvavita nei luoghi di aggregazione. «Quegli otto totem nel centro cittadino avrebbero potuto ospitare altrettanti Dae per meno di 10.000 euro», scrive Cecchini, che spiega come i defibrillatori potrebbero utilizzare la corrente elettrica che alimenta i totem. Secondo i calcoli di Cecchini, nella sopracitata cifra, rientrerebbe anche un sistema di localizzazione Gps collegato al 118: «In caso di bisogno, la semplice apertura della teca genera la chiamata di emergenza».
«Pisa ha avuto molti primati nella campagna della defibrillazione pubblica - si legge nel blog di Cecchini -: primo aeroporto italiano "cardioprotetto" (con 13 Dae); prima stazione ferroviaria protetta (con il Dae donato alla Polfer anni fa); prima città in Italia che ha dotato di Dae le bici dei vigili urbani che pattugliano la zona pedonale. Il Teatro Verdi è stato il primo teatro comunale ad essere protetto con un Dae e Pisa è una delle prime città in Italia per numero di Dae. Cinque vite salvate su otto grazie all'attivazione del Dae (62,5% di successo). Perché il Comune ha trovato fondi per i totem e non per i Dae?».(s.b.)
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