Sicurezza
«La Bup non è un ospite indesiderato»
Il progetto per riaprire la Sapienza: Giorgelli (membro del cda) nega che la biblioteca sarà penalizzata
PISA. «La Biblioteca Universitaria (Bup) non è un ospite indesiderato della Sapienza».
Lo afferma il dottor Francesco Giorgelli, membro del consiglio di amministrazione (cda) dell’Ateneo di Pisa, dopo aver letto il servizio dedicato ieri dal nostro giornale allo storico palazzo chiuso dal 2012.
«Alla fine del mese di luglio, dopo l'ultimo cda dell'Università di Pisa - prosegue Giorgelli - ho colloquiato con degli organi di stampa sull'approvazione del progetto preliminare per la riapertura della Sapienza perché ritengo che questa notizia sia un evento molto positivo e decisamente denso di significati importanti per la città, per la Biblioteca Universitaria, per la cultura e per gli atenei pisani. Innanzitutto tengo a precisare che nella mia attività di questi anni negli organi accademici non ho mai percepito la Biblioteca Universitaria come un ospite (uso lo stesso termine riportato nell'articolo de “Il Tirreno”) poco importante o scarsamente significativo della Sapienza. Proprio per questo motivo è importate che il consiglio di amministrazione abbia approvato un progetto preliminare che prevede l'utilizzo di 11,5 milioni di euro, per la grandissima parte a carico dell'Ateneo, che parla di adeguamento (antincendio e di sicurezza), consolidamento e riorganizzazione complessiva dell'intero edificio. Nel fare questo il cda non ha guardato ovviamente solo agli spazi utilizzati dalla Biblioteca Universitaria perché il suo dovere è di operare, in modo complessivo, sul risanamento e sulla messa in sicurezza di tutta la Sapienza».
Prosegue Giorgelli: «Capisco quindi le apprensioni e le ansie relative alla Biblioteca Universitaria, ma mi sembrano ingiustificate perché con questa delibera si è fatto un grandissimo passo in avanti rispetto al dibattito dell'estate scorsa dove pareva che al centro dell'attenzione ci fosse il trasferimento dell'intera Biblioteca e del suo patrimonio ad altra struttura. Mantenendo invece la Biblioteca Universitaria nella Sapienza e con gli stessi spazi, mettendola a norma, risanando la struttura della Sapienza nel suo complesso e riorganizzando e riutilizzando il resto degli spazi credo che questo rappresenti un buon punto di arrivo di un impegno che per me, e per tanti altri, va avanti dal momento della chiusura dell'edifico».
«Riguardo infine al problema non trascurabile della gestione degli spazi attuali e futuri della Biblioteca Universitaria, alla sua crescita continua e allo spostamento del 30% dei volumi - conclude Giorgelli - mi sembra che la professoressa Chiara Frugoni (presidente degli Amici della Bup, ndr) faccia parte della commissione ministeriale a ciò preposta e sono quindi convinto che, per l'amore ed il rispetto, che ci accomuna, verso la Biblioteca Universitaria, saprà fare un buonissimo lavoro trovando le soluzioni migliori anche per la sistemazione dell’espansione del patrimonio librario e per la tutela delle professionalità dei lavoratori coinvolti nella gestione della Biblioteca che, garantisco, stanno a cuore anche a me».
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