Lutto
Frugoni: si può riaprire la biblioteca prima della fine dei lavori
Sapienza: la professoressa presidente degli Amici della Bup lancia una proposta per accelerare i tempi rispetto al 2016
PISA. «Siamo contenti del fatto che si cominci a parlare di lavori concreti e della riapertura del palazzo della Sapienza, ma con molti però». A dichiararlo è la professoressa Chiara Frugoni, presidente dell’associazione “Amici della biblioteca universitaria di Pisa” (Amici della Bup), in seguito alla recente approvazione del progetto preliminare per i lavori di adeguamento, consolidamento e riorganizzazione funzionale del palazzo della Sapienza, da parte del consiglio di amministrazione dell’Università di Pisa.
«Prima di tutto – dichiara la professoressa Frugoni – speriamo che al più presto sia reso pubblico il progetto preliminare perché al momento non si sa niente. Ho letto la dichiarazione del dottor Francesco Giorgelli, componente del cda, rilasciata a un quotidiano e penso che la biblioteca riaprirà con una offerta inferiore di servizi, dal momento che è stato deciso di spostare il 30 per cento dei volumi al museo San Matteo: i docenti dovranno così attendere che i libri siano presi oppure fare la spola. Ovviamente gli impiegati si dovranno dividere tra questi due punti e avranno meno tempo da dedicare alla biblioteca della Sapienza».
E mentre il dottor Giorgelli assicura che «il progetto non toglie un metro quadro alla biblioteca universitaria», il presidente dell’associazione “Amici Bup” replica che questa frase è rivelatrice.
«Dato che la biblioteca universitaria non ha un metro quadro per espandersi e per ricevere ulteriori libri del patrimonio librario e testate delle riviste - osserva la professoressa - questo rivela il persistere dell’idea che è un ospite non molto amata all’interno del palazzo della Sapienza. In queste condizioni può sopravvivere, ma non vivere e crescere. Questa è un’ottica che non ritiene che sia una ricchezza per l’Università e per la città».
Ma quali sono le proposte dell’associazione?
«Visto che le parti alte della biblioteca sono state svuotate per ragioni di sicurezza – spiega la professoressa Frugoni – sarebbe stato auspicabile che non fossero trasferiti gli uffici di presidenza e amministrativi che molto facilmente avrebbero trovato posto altrove, permettendo alla biblioteca di avere qualche spazio in più in futuro. Quanto alla riapertura si parla dell’estate del 2016, il che vorrebbe dire che resterebbe chiusa per quattro anni, mentre noi auspichiamo che si attui quanto ipotizzato, ovvero la riapertura della biblioteca prima che siano ultimati i lavori al palazzo che non la riguardano, utilizzando l’entrata da piazza Dante e rendendo disponibile una delle altre entrate laterali, apportando la necessaria messa in sicurezza».
La Sapienza, storica sede della facoltà di giurisprudenza (oggi dipartimento) è chiusa dal 29 maggio 2012. L'ordinanza, firmata dal sindaco Marco Filippeschi, era un atto cosiddetto dovuto dopo il sopralluogo di cinque giorni prima, svolto dai vigili del fuoco per ispezionare eventuali danni causati dal sisma in Emilia. In quella mattina di sole, una nuova fortissima scossa fece scappare i pisani dagli edifici proprio mentre il Comune consegnava il "foglio" ai proprietari del palazzo quattrocentesco, che è dell'Università di Pisa. Ma non c'era fretta in Sapienza, semmai tristezza. Memorabile fu la battuta amara di Eugenio Ripepe, allora preside di Giurisprudenza, in cortile (circa 600 metri quadri) con i suoi ragazzi: «Non so quando la riapriranno, ma so che quel giorno io sarò in pensione».
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