Sicurezza
Blitz a Gagno, sigilli al casottino Il comitato: ci ribelliamo
La Casa del Quartiere era occupata da sei mesi e divenuta il centro di iniziative culturali e sociali Il Comune ha indetto un bando per la gestione che è stato vinto da due associazioni
PISA. Di buon mattino, la polizia municipale sabato ha sigillato e posto sotto sequestro il casottino (così viene chiamato la Casa del Quartiere) che si trova nel parco di Gagno e che era stato occupato il 18 febbraio scorso dal comitato “Riprendiamoci Gagno”.
L’amministrazione comunale aveva lanciato un bando per la gestione del Centro socio-culturale di Gagno, chiamato da tutti il casottino. Il bando era stato vinto dalle associazioni “Fare spazio ai giovani” e “Arcadia”, riunite in raggruppamento temporaneo. E, dopo sei mesi dall’occupazione, in presenza di un bando e dei vincitori, la situazione ha subito un’accelerazione con l’immobile posto sotto sequestro nei giorni del ponte di Ferragosto.
Ma i giovani del comitato “Riprendiamoci Gagno” non ci stanno e sono decisi a controbattere. «Non ci aspettavamo questa prova di forza - dicono dal comitato - soprattutto alla luce di quanto aveva affermato l’assessore Dario Danti il quale aveva auspicato una gestione del casottino condivisa fra il comitato e chi ha vinto il bando».
In un volantino del Comitato si leggono parole affatto accomodanti: «Se hanno pensato bene di venire a fare uno sgombero a Ferragosto credendo di ostacolarci, non hanno fatto altro che accelerare per noi l'inizio di una nuova stagione di lotta che parte da subito: tutti i giorni presidieremo la Casa del Quartiere e lanciamo un'assemblea per lunedì 25 agosto alle 21, dove ribadiremo la nostra volontà nel costruire lotte, conflitto e spazi di libertà per gli abitanti di Gagno».
Il Comitato ricorda quel è stata la sua attività nel corso di questi sei mesi e punta il dito contro il Comune accusato «di volere distruggere la possibilità ai ragazzi del quartiere di accedere gratuitamente ai corsi delle ripetizioni e al dopo-scuola popolare, vorrebbe togliere la possibilità alle persone anziane di stare insieme durante la tombola del sabato pomeriggio, vorrebbe togliere la possibilità a tutto il quartiere di vedersi un film gratis all'aperto, ma soprattutto vorrebbe ostacolare la lotta per la dignità che dal 18 febbraio 2014, giorno dell'occupazione, si tenta di costruire con lo sportello e le assemblee con cui ci organizziamo per difendere gli sfratti o per ottenere le manutenzioni per le case popolari in cui viviamo».
«Abbiamo riempito quello che loro hanno lasciato vuoto a marcire: il casottino di legno, costruito con più di 200mila euro (secondo noi ne vale meno!), non è solo una struttura del comune; per noi è uno spazio in cui stare insieme finalmente dopo anni di solitudine e disgregazione, è uno spazio dove incontrarsi e organizzarci per combattere insieme la povertà e la miseria».
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