Sicurezza
Sagra del pesce, scarichi nel mirino
Confcommercio consegna un dossier e chiede di vedere i permessi a Comune e Asl
MARINA DI PISA. Una lettera inviata lo scorso 5 agosto, corredata di un dossier fotografico, indirizzata all'Ufficio Ambiente del Comune di Pisa, alla società che gestisce il servizio idrico Acque spa e alla Asl 5 Dipartimento di prevenzione collettiva.
Mittente della missiva, ConfcommercioPisa, con la richiesta esplicita di vederci chiaro sulle modalità di approvvigionamento e scarico delle acque delle “Sagra del pesce che si svolge in questi giorni a Marina di Pisa” e che si concluderà domenica. Motivo delle lagnanze sono i permessi che, secondo l’associazione di categoria, per alcuni servizi gli organizzatori della sagra dovrebbero aver chiesto e ottenuto. Per Confcommercio siamo in presenza di un’attività che danneggia la ristorazione sul litorale con una concorrenza giudicata non regolare.
«Sono trascorsi ormai 10 giorni dalla nostra segnalazione e da allora non abbiamo avuto alcun cenno di risposta – commenta Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa –. Non vorrei che si attendesse il termine della sagra, per mandare come al solito tutto in cavalleria».
Nelle parole del direttore Pieragnoli, la richiesta della missiva inviata dall’associazione di categoria pisana è chiara: «Abbiamo chiesto se per l'approvvigionamento idrico e relativi scarichi, sia stata richiesta e successivamente rilasciata regolare autorizzazione agli organizzatori della “Sagra del pesce” di Marina di Pisa, visto l'utilizzo che viene fatto delle fogne pubbliche, come mostrato inequivocabilmente dalle fotografie che abbiamo allegato. C'è stata autorizzazione, oppure no?».
In fondo, prosegue il direttore «bar e ristoranti sono sottoposti a controlli continui, mentre in casi come questi c'è la gravissima tendenza a chiudere un occhio e l'altro pure. Vediamo da giorni manifesti che pubblicizzano la sagra praticamente ovunque, su cartelli stradali di arterie principali e in altri luoghi pubblici. Non mi pare che questi cartelli siano stati rimossi, che gli autori siano stati sanzionati o denunciati. Sono forse tutti troppo impegnati a fare le multe ai clienti che non pagano fino all'ultimo centesimo il parcheggio, per occuparsi di queste forme eclatanti di irregolarità? La Sepi, sull'imposta di pubblicità di questi cartelli non ha nulla da dire? Vogliamo una risposta ufficiale e in tempi brevi alla nostra richiesta di verifica e chiarimento – conclude perentorio Pieragnoli – perché se le regole valgono, devono valere per tutti».
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