Sicurezza
«Niente più lavoro o speranze e la nostra casa diventa questa»
PISA. «La strada è la nostra casa». Queste le tristi parole dei senza tetto di Pisa, le cui strade fanno da dimora a queste persone. Uno zaino ed alcuni sacchetti di plastica contenenti vestiti,...
PISA. «La strada è la nostra casa». Queste le tristi parole dei senza tetto di Pisa, le cui strade fanno da dimora a queste persone. Uno zaino ed alcuni sacchetti di plastica contenenti vestiti, acqua, e così via, sono le uniche cose in loro possesso. Chiedono ai passanti «qualche moneta per un caffé» e campeggiano sugli scalini della posta o in qualche vicolo della città in attesa che passi la giornata. Le condizioni igieniche sono pessime e spesso queste persone dormono accanto alla loro urina. «Diventare come me - dice Jacek, un polacco emigrato in Italia 15 anni fa e da circa 6 anni a Pisa - è un attimo. Un giorno hai tutto e, il giorno dopo, ti ritrovi senza nulla».
Poi aggiunge: «In Polonia era perfetto. Lavoravo come operaio in una fabbrica, guadagnavo 2000 euro al mese e avevo una famiglia stupenda. Poi il nulla. Prima ho perso il lavoro e poi la mia famiglia. Disperato ho lasciato il paese e sono venuto in Italia per ricominciare una nuova vita. Purtroppo però non sono riuscito a trovare un lavoro e una casa quindi la strada mi è sembrata l'unico luogo in cui trascorrere il resto delle mie giornate».
Rassegnazione, sopportazione e consapevolezza di doversi arrendere senza poter agire regolano giorno per giorno la vita di quest'uomo, che da poco si è ripreso da un periodo in cui ha avuto problemi di salute: «Adesso sto meglio, grazie anche ai medici dell'ospedale. Avevo una grave infezione al piede, non riuscivo neppure a camminare per il dolore. Per fortuna il peggio è passato».
Interessante poi la testimonianza di Florin, un rumeno di 40 anni: «E' da ormai 6 anni che sono in Italia. Ho lasciato la Romania perché i salari erano troppo bassi (350 euro circa). Mi avevano detto che in Italia si guadagnava anche 45 euro al giorno, e per questo motivo ho abbandonato il mio Paese. Prima ho lavorato per alcuni anni a Torino, poi mi sono trasferito a Pisa. Presto però ho perso il lavoro ed è ormai da un anno e mezzo che la strada è la mia casa».
Racconta la sua storia anche una quarantenne polacca, che dice di chiamarsi Barbara: «Sono venuta in Italia 5 anni fa: ho lavorato per 4 anni come badante tra Grosseto e Pontedera. Poi anch’io ho perso il lavoro e da 8 mesi mi trovo a Pisa in queste condizioni».
Sempre più grave la situazione nel periodo estivo. Questi, infatti, lamentano la chiusura provvisoria delle tre mense gestite dalla Caritas. «Ora - dicono alcuni senza tetto - c’è a disposizione di noi tutti una sola mensa (quella di via Delle Sette Volte, ndr)».
Gaetano Di Carlo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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