Il Tirreno

Pisa

Linciaggio sfiorato per i tre rom arrestati dai carabinieri

Linciaggio sfiorato per i tre rom arrestati dai carabinieri

Si indaga sull’ipotesi di una banda dedita a furti sui veicoli dei turisti

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PISA. Hanno rischiato il linciaggio in strada i tre rom arrestati mercoledì 13 agosto dai carabinieri dopo avere tentato di fuggire gettandosi in Arno e arrampicandosi sui tetti in pieno centro a Pisa. Tutti sono ora in carcere in attesa dell'udienza di convalida davanti al Gip che si terrà sabato 16 agosto: l'accusa è di furto in concorso e i carabinieri sospettano che siano membri di una banda dedita ai furti sui veicoli dei turisti che visitano la citta'.

I militari li hanno visti a bordo di una Opel Insignia, una delle auto che da tempo erano state segnalate come veicoli utilizzati dai ladri negli spostamenti dopo avere svaligiato camper, auto e appartamenti. A bordo, sono poi stati trovati una decina di trolley appena rubati da alcuni camper di turisti stranieri parcheggiati nel centro cittadino. Quando hanno intimato l'alt i tre rom sono fuggiti e due di loro si sono gettati nel fiume, mentre un terzo e' stato bloccato pochi isolati piu' in la' mentre tentava di arrampicarsi sui tetti.

La scena, soprattutto il recupero degli stranieri nel fiume, e' stata seguita da decine di presenti che poi hanno inveito contro i nomadi rivolgendo loro insulti pesanti con i militari che si sono frapposti portandoli via velocemente con le auto di servizio.

Negli ultimi giorni, hanno spiegato il comandante della compagnia pisana dei carabinieri e il comandante del Norm, Stefano Bove e Andrea Barbieri, «sono stati almeno 50 i furti analoghi su auto e camper subiti da turisti stranieri che rappresentano l'obiettivo preferito da queste bande di ladri perche' hanno piu' difficolta' a sporgere denuncia». Complimenti agli uomini dell'Arma sono stati espressi dal questore Gianfranco Bernabei, dal viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo e dal vicesindaco Paolo Ghezzi che ha sottolineato "la pervicacia dei militari nel perseguire l'obiettivo riuscendo a inviare ai cittadini e ai turisti un messaggio inequivocabile: Pisa, come altre citta' turistiche, non e' indenne da fenomeni come questi ma lo Stato e le forze dell'ordine ci sono e sono in grado di fornire risposte adeguate quasi in tempo reale».

Intanto, i tre rom che risultano residenti o aggregati ad altri nuclei familiari nelle case minime di Coltano, '"scatterà subito l'istruttoria prevista dalla Societa' della salute: verra' presa una decisione che puo' arrivare fino alla revoca dell'assegnazione dell'alloggio'' come e' gia' avvenuto in passato. Lo rende noto la stessa Societa' della salute pisana.
   ''Gli alloggi di Coltano - spiega Sandra Capuzzi, presidente della Sds e assessore comunale alle politiche sociali - sono assegnati secondo un preciso patto con la cittadinanza che prevede il rispetto delle regole di convivenza e dei diritti di tutti: senza regole non ci puo' essere integrazione''.
   Il direttore della Societa' della Salute, Giuseppe Cecchi, precisa: ''Nel momento dell'assegnazione delle case i titolari della concessione si sono impegnati sia ad assumere una serie di comportamenti per favorire l'integrazione, sia a non commettere reati. In caso contrario le condizioni contenute nella concessione prevedono che l'assegnazione decada. Quindi ci adopereremo per il rispetto di quanto contenuto nella concessione''.

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