Il Tirreno

Pisa

La città invisibile, Pisa invasa dai senzatetto

di Sharon Braithwaite
La città invisibile, Pisa invasa dai senzatetto

Le strade si svuotano per le ferie, ma sono sempre più le persone spinte ai margini da povertà e disoccupazione

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PISA. Pisa ad agosto. È tempo di vacanze. Il centro si svuota, mentre aumenta la visibilità dei senzatetto che bivaccano sotto i portici, davanti ai supermercati e ai negozi. Nei mesi estivi il numero dei poveri che vivono in strada non varia rispetto al resto dell'anno. I pisani che ancora possono permetterselo vanno in ferie; gli operatori e i volontari, invece, rimangono in città per dare assistenza ai meno fortunati.

Anche a Pisa disoccupazione e precarietà abitativa spingono sempre più persone ai margini.

La Società della Salute della zona pisana si occupa delle persone in condizioni di povertà e marginalità sociale grazie a due progetti: "Homeless" e “Strada facendo: per una città si-cura”.

«Intorno al concetto di senzatetto ci sono molti pregiudizi. La vita di strada è di estrema precarietà, nessuno la sceglie. Spesso è l'unica alternativa che si ha a disposizione e può diventare irreversibile - queste le parole del responsabile del dormitorio di via Conte Fazio, Alessandro Carta. - Il nostro compito è quello di capire il reale bisogno delle persone ci chiedono aiuto. Lo sportello di ascolto informa gli utenti rispetto ai servizi del territorio e avvia percorsi di recupero e reinserimento».

L'asilo notturno è aperto dalle 19.30 alle 7.45 e può ospitare ventiquattro posti ordinari, quattro per le emergenze sanitarie e sei nei periodi di emergenza freddo/caldo.

Per accedervi è necessario avere un valido documento di identità; per gli extracomunitari è richiesto un valido permesso di soggiorno. Per l'accesso è necessario un buono rilasciato dallo sportello dopo il colloquio con l'assistente sociale. «Il dormitorio è uno spazio di accoglienza ma con delle regole ben precise - ha proseguito Carta - Il dormitorio è una grandissima risorsa, ma non basta. L'obiettivo, molto difficile da raggiungere, è il reinserimento nella società».

Cosa può fare il cittadino medio per i poveri che si incontrano quotidianamente? «Basta anche una parola - ha aggiunto Carta - Per queste persone è molto importante essere riconosciute per quello che sono e non per quello che non hanno».

«Gli italiani che chiedono un posto letto sono aumentati. Nel 2013 sono stati erogati 280 buoni notte a italiani e 167 a stranieri, per la maggior parte di sesso maschile - spiega Antonio Minghi della Società della Salute. - Il reddito pro-capite diminuisce, il lavoro non c'è, la povertà estrema aumenta, eppure il governo non aumenta i fondi per il welfare. Considerate le risorse disponibili, Pisa fa molto e bene».

«Non c'è un elemento scatenante tipico che porta una persona a vivere in strada. Anche un semplice divorzio può far cadere una persona in depressione. Dal disagio psichico alla strada il passo, spesso, è breve«, è quanto spiega Luca Vannozzi, operatore notturno al dormitorio. Che racconta la sua esperienza: «Ho iniziato come volontario dieci anni fa e non ho più smesso. La difficoltà maggiore è “agganciare” gli homeless in strada e far conoscere i servizi offerti: di questo si occupa l’“unità di strada”. Noi operatori, invece, li accogliamo e li ascoltiamo. Col tempo gli ospiti riescono ad aprirsi con gli assistenti sociali e ad affrontare i loro problemi».

Un percorso graduale portato avanti dal desiderio di tornare ad una vita serena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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