Il Tirreno

Pisa

Sempre più baby-prostitute e trans in vie decentrate

di Luciano Bartalini

Il mercato del sesso sull’Aurelia resta sempre florido e non conosce pausa E le amministrazioni stanno pensando a ripristinare l’ordinanza anti-racket

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VECCHIANO. Dal ristorante “Rustichello” all’incrocio con il viale di San Rossore per un percorso itinerante dove la prostituzione replica colpo su colpo ai tempi di recessione. La veste trasgressiva del tratto “hot” dell’Aurelia sembra non logorarsi mai anche se il fenomeno appare ridimensionato. Confermato il presidio di trans in alcune aree di distributori lungo tutto il tratto dell’arteria e fortemente ridimensionata nei numeri la presenza sulla buia e insicura via Traversagna a scapito della grande migrazione riversata in strade interne come le vie del Feo, del Piviere, della Bozza e della Pavoncella. Qui il carosello delle macchine è pressoché costante ai fini della migliore scelta tra i venti e i venticinque candidati normalmente disponibili anche ad inizio settimana.Chi non mette in bella mostra sotto i lampioni quanto chirurgicamente ottenuto aspetta in macchina al chiarore della luce di cortesia dell’abitacolo che non sfugge al cliente più affezionato.

In direzione di Madonna dell’Acqua, dal cavalcavia dell’autostrada fino all’Hotel California sfuma l’effetto trans a beneficio delle prostitute dell’Est spesso in concorrenza con quelle di colore mentre più rurale e a buon mercato risulta la compagine meno appariscente di coloro che esercitano anche di giorno subito dopo hotel California e all’imbocco di stradine secondarie che intersecano l’Aurelia come via di Bagnile e via Campodavela.

Al di là dei numeri a preoccupare maggiormente sono le realtà emergenti delle baby-prostitute apparse su Madonna dell’Acqua e il notevole incremento dei ”sexworker”, cioè di tutto il “comparto” che lavora intorno al fenomeno: da chi si prostituisce al racket a chi gestisce trasporti e affitto delle case. Dal punto di vista dei sanzionamenti la politica delle multe inflitte alla clientela è solitamente riconducibile ai divieti di sosta e di fermata, ma abilmente aggirata dalle strategie dei “prestatori d’opera” che optano per le stazioni di servizio e per gli incroci con stradine secondarie. L’ordinanza antiprostituzione firmata congiuntamente a partire dal 2012 tra i sindaci di Vecchiano, San Giuliano e Pisa garantiva alle autorità un margine di azione più incisiva alla luce del fatto che potevano essere sanzionate con 300 euro anche le prostitute oltre al possibile sequestro del mezzo. «La tendenza delle prostitute a lavorare sempre più in luoghi chiusi – afferma il sindaco di Vecchiano, Giancarlo Lunardi – ha sicuramente creato un minore impatto sulle strade, ma non ci fa abbassare la guardia al punto che stiamo valutando con le associazioni e i sindaci dei due Comuni limitrofi la possibilità di un ripristino dell’ordinanza in questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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