La manifestazione
«Fatti accaduti prima del mio mandato»
Giancarlo Lunardi, ex presidente del Parco, precisa la sua posizione sull’azione legale di un dipendente
PISA. Interviene deciso Giancarlo Lunardi rispetto alla sentenza che condanna in primo grado il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli a indennizzare per mobbing il comandante delle Guardie del Parco tutt'oggi in carica, Nicola Benedetti, per un totale di circa 115 mila euro. «Non sono né persona informata sui fatti, né sono accusato di nulla, non ho mai ricevuto alcuna citazione in giudizio» tuona Lunardi, che chiarisce la sua posizione anche rispetto ai fatti che fanno riferimento al Lago di Massaciuccoli e per cui sarebbe stato chiamato in causa dalla stessa denuncia di Benedetti: «Sono fatti accaduti prima che io assumessi la presidenza del Parco avvenuta a cavallo tra il 2003 e il 2004. Non sono stato mai personalmente citato nel suddetto procedimento -ribadisce l'attuale sindaco di Vecchiano - né sentito in nessuna veste».
La causa aperta da Benedetti nel 2011 contro l'Ente riguarda azioni di mobbing che il comandante denuncia di aver subito, secondo la stessa sentenza, nella sua veste di capo delle Guardie «esse dirette ad osteggiare l’autonomia funzionale propria della posizione del comandante delle guardie. Le dette condotte trovando fondamento, secondo la prospettazione del ricorso, anche nell’interesse personale dell’ente in relazione ad alcune indagini penali delle quali il ricorrente era stato incaricato dalla procura della repubblica di Pisa».
La sentenza è datata 5 febbraio 2014 ed espone i fatti partendo dalle denunce del comandante che sono rivolte appunto in prima istanza all'ex direttore Paglialunga e all'ex presidente Lunardi, sebbene il risarcimento per mobbing sia di fatto richiesto (ed ottenuto fin ora in primo grado) all'Ente Parco, nel suo rappresentante legale pro tempore. All'udienza dello scorso febbraio però nessun rappresentante del Parco attualmente in carica è comparso in Tribinale. Mentre Lunardi continua a delucidare sulla sua posizione: «Non sono mai stato posto in condizione di fornire la mia versione dei fatti e di contraddire con le altre parti».
Una posizione che l’ex presidente definisce concludendo così: «Smentendo categoricamente di avere posto in essere, quale presidente del Parco, alcuna condotta vessatoria nei confronti di chicchessia e ribadendo di aver agito, nel mio mandato istituzionale, per esclusivi interessi pubblici, mi riservo, fin da adesso, di agire a tutela della mia immagine in tutte le sedi competenti».
La somma che l'ente a questo livello di giudizio deve al ricorrente comandante Benedetti ammonta a circa 115 mila euro, spese legali aggiunte, per danni patrimoniali e danni biologici.
Monia Badalamenti
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