Attenzione
«Denuncio chi è irregolare ma poi controllano me»
Lo sfogo della titolare del Pappafico colpita da un sequestro nel suo locale «Tempi incerti sul ricorso. Qualcuno ce l’ha con me, ma non mi arrendo»
MARINA DI PISA. «Sono nel mirino di chi non mi vuole far lavorare. Forse do fastidio a qualcuno, ma non mi arrendo e vado avanti».
Antonella Valenzuela, proprietaria del Pappafico, si sente danneggiata non solo per il sequestro della scorsa settimana. Sotto sigillo sono finite alcune strutture, tra cui un chiosco e alcuni gazebo, ma anche le pedane adibite a postazione dei bagnini per la sicurezza di chi è in acqua e altre per il superamento delle barriere architettoniche.
Altri segnali le fanno temere di essere finita in una sorta di lista nera nel mondo dei locali notturni. Dopo il blitz di Capitaneria ed Ente Parco, l'imprenditrice ha presentato un esposto per denunciare con documenti e foto quelli che, a suo dire, erano illeciti anche ambientali consumati da un altro locale della costa.
«Vuole sapere qual è stato l'esito della mia iniziativa? – si sfoga Valenzuela –. Il giorno dopo sono venuti a controllare il volume della musica nel mio locale. Nessun riscontro alla mia denuncia verso un locale che da tempo è fuori regola. Nell'arco della serata per cinque volte si sono presentate le forze dell'ordine sostenendo che erano state chiamate perché c'era chi si lamentava per la musica troppo alta. Alla fine era tutto in regola. Questa è la realtà in cui mi trovo a lavorare».
Secondo la proprietaria del Pappafico l'episodio è sintomatico di un clima che non sarebbe favorevole alla sua attività. Osteggiata dalla concorrenza e sotto la lente degli enti deputati al rispetto di regole che, per Valenzuela, per qualcuno si applicano, mentre per altri si interpretano o si ignorano.
Il fronte dei sequestri per presunti abusi edilizi di opere in legno è in fase di stallo. L'imprenditrice si è affidata all’avvocato Francesco Virgone per ottenere il dissequestro degli spazi.
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