Sicurezza
Sorpreso nel sonno dal ladro che fugge
Brutta esperienza per marito e moglie faccia a faccia con un malvivente scappato col bottino
SAN GIULIANO. Destati dal sonno profondo dal movimenti di un ladro che poi se ne va con soldi e monili in oro. Un’avventura indimenticabile per i coniugi Marco Nardi e Monica Sgherri che abitano al piano terra in una casa in via Garcia Lorca, a San Martino Ulmiano.
Il fatto è accaduto intorno alle tre di mattina di venerdì scorso nel più totale silenzio e senza particolari indizi utili a rintracciare l'autore del furto e il probabile complice che lo attendeva all’esterno. Il ladro, entrato probabilmente dall’ingresso secondario di via Neruda, ha scavalcato la ringhiera del balconcino a piano terra dove c'è la cucina asportando una stecca della persiana che aveva la chiave infilata nella toppa interna.
«Mi sono svegliato di soprassalto – ricorda Marco Nardi – e ho volto lo sguardo istintivamente verso la radiosveglia. Erano quasi le tre del mattino. Al timido chiarore di una luce di cortesia che rischiara anche il corridoio ho scorto una figura muoversi nella camera. Pensando che fosse mio figlio Alessio che di solito dorme al piano superiore con i miei suoceri, ho provato a sussurrare il suo nome ma non ho ricevuto alcuna risposta. Ho provato una seconda volta e in quel momento quella sinistra figura è uscita lentamente di camera dandomi le spalle. Attimi concitati per cercare di fare mente locale. Poi ho svegliato mia moglie e mi sono precipitato giù dal letto dopo aver controllato che l’altro figlio, Daniele, fosse regolarmente nella sua camera».
Marco Nardi continua a ricordare la brutta esperienza vissuta di recente. «Non ho fatto in tempo a neutralizzarlo – racconta – e appena fuori di casa si è dissolto nel nulla senza lasciare tracce. Ho percepito nitidamente la figura di un giovane con i capelli corti e una maglietta a righe che con ogni probabilità ha saltato la recinzione con una velocità e destrezza inaudite».
Subito dopo la precipitosa fuga del giovane malvivente, la moglie Monica - sotto choc per il trauma subito - saliva disperata al piano superiore ricorrendo al conforto dei genitori, mentre al marito non rimaneva che chiamare i carabinieri del pronto intervento arrivati in meno di dieci minuti, dopo essersi accorto che in camera mancavano poco più di 300 euro, due collane e tre anelli in oro custoditi in un cofanetto in piena vista.
«Quella notte – aggiunge Maria Rosa, la suocera di Marco Nardi – ero andata a letto dopo le “una” e come da alcune sere avevo dato un’occhiata fuori perché mi inquietava lo strano comportamento ribelle di “Punticino” il gatto soriano completamente nero ad eccezione della sola estremità bianca della coda».
Da almeno tre sere il micio profondamente amante del divano non ne voleva più sapere di stare in casa al punto che spesso fuggiva inspiegabilmente al piano superiore. «Forse – continua Marco Nardi – eravamo sotto controllo già da alcune sere e magari il gatto soffriva di questa violazione della privacy che noi non siamo riusciti a cogliere. Soltanto dopo l’intrusione a casa del ladro abbiamo compreso lo strano comportamento del nostro gatto». “Punticino” è uscito spontaneamente da sotto il divano solo dopo l’arrivo dei carabinieri quasi come sollevato da una penosa e ingestibile situazione.
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