Il dolore
Mobbing contro il comandante: Parco condannato
La sentenza fissa un risarcimento dei danni di 115mila euro «Condotte vessatorie e abusive sull’autonomia funzionale»
VECCHIANO. L’Ente Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli dovrà pagare circa 115 mila euro (77mila per danno patrimoniale e 38 per non patrimoniale permanente e da inabilità temporanea) maggiorati con gli interessi a un suo dipendente. Lo ha stabilito il Tribunale, sezione lavoro, nella sentenza di primo grado firmata dal giudice Elisabetta Tarquini, con la quale il Parco viene condannato anche a pagare le spese legali.
Ecco quali sono le imputazioni, che costituiscono di fatto una causa per mobbing e che nel 2011 il comandante delle guardie del Parco Paolo Arturo Nicola Benedetti, 56 anni, di Pisa, rivolgeva all’allora direttore ingegner Sergio Paglialunga e all’allora presidente Giancarlo Lunardi, oggi primo cittadino di Vecchiano.
Si tratta di «condotte vessatorie ed abusive ad opera soprattutto del direttore, ma anche del presidente, dirette ad osteggiare l’autonomia funzionale propria della posizione del comandante delle guardie» si legge nella sentenza. Una autonomia che è chiave di volta nella disputa visto che le vessazioni che dichiara di aver subito il comandante trovano «fondamento, secondo il ricorrente – si legge ancora nella sentenza – anche nell’interesse personale dei vertici dell’ente in relazione ad alcune indagini penali delle quali il ricorrente come ufficiale di polizia giudiziaria era stato incaricato dalla Procura della Repubblica». Si tratta di indagini che risalgono ai primi anni 2000 e riguardano alcuni abusi edilizi sulle sponde del Serchio e su baracche del lago di Massaciuccoli.
Benedetti, con atto depositato nel 2011, ha così chiesto al Tribunale di Pisa che l’Ente Parco, nella persona del suo legale rappresentante pro tempore - vale a dire il presidente in carica - lo risarcisse di danni patrimoniali causati dalla mancata possibilità di progressione di carriera e mancato pagamento di indennità di turno e di danni non patrimoniali derivanti da un “danno biologico”.
La sentenza in primo grado ha riconosciuto al comandante tutt’oggi in carica un danno patrimoniale di 77mila euro ed uno non patrimoniale valutato in circa 38mila euro.
Monia Badalamenti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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