Attenzione
«Minimarket, flagello per i centri storici La colpa è di Monti»
La Confesercenti attacca l’ex premier e i pisani che affittano: «Guardano ai soldi, noncuranti della dequalificazione dell’area»
PISA. «Il problema dei minimarket? Una tragedia per i centri storici. La causa va individuata nella scellerata decisione del governo Monti di liberalizzare orari e aperture». Questa la denuncia di Confesercenti, che in una nota si è espressa sulla questione. «Solo adesso ci si accorge che la liberalizzazione è stata un disastro - ha detto Giulio Garzella, responsabile area pisana di Confesercenti - con 100mila posti di lavoro perduti tra il 2012 e il 2013. Non a caso le Regioni si stanno mobilitando per richiedere al governo la possibilità di una programmazione delle attività commerciali». Secondo l'associazione di categoria, il problema non è la mancanza di controlli sugli orari, ma l'assenza di orari da rispettare.
«Bisognerebbe analizzare i motivi che portano i pisani proprietari di fondi ad affittare senza alcun problema a coloro che vogliono aprire attività di basso livello - incalza Garzella - La risposta è semplice: soldi sicuri, che solo i proprietari di minimarket sembrano in grado di garantire. Non importa quindi se si dequalifica il fondo stesso o l'area in cui si trova».
«Com'è possibile investire in attività che sono tra quelle maggiormente in crisi, in fondi spesso piccolissimi? Non è il caso di approfondire le cause di questo fenomeno che non riguarda solo la nostra città o non solo i prodotti alimentari? - si chiede Garzella - È necessario insistere in tutte le sedi sul ritorno ad un regolamentazione. Anche la grande distribuzione che aveva esultato, e con loro alcune associazioni di categoria, per la possibilità di stare aperta 365 giorni l'anno, si è accorta che gli incassi calano. Gli ultimi dati in nostro possesso dicono che propria la grande distribuzione in questa estate ha tagliato drasticamente le assunzioni stagionali". Confesercenti plaude all'iniziativa del Comune, che ha stabilito un blocco alle aperture di pubblici esercizi e attività di vendita per asporto di alcolici nel centro storico per un anno. Ma chiede che la questione venga affrontata in maniera organica dal Parlamento, per ridare agli enti locali le competenze di programmazione del proprio territorio».
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