Sicurezza
Sul palco lo “scrittore” Curcio Buscemi: scelta diseducativa
PISA. Uno dei fondatori delle Brigate Rosse sale sul palco per presentare il suo ultimo libro e la polemica è servita. Boccia la presenza di Renato Curcio alla “Festa Rossa” di Lari, il consigliere...
PISA. Uno dei fondatori delle Brigate Rosse sale sul palco per presentare il suo ultimo libro e la polemica è servita.
Boccia la presenza di Renato Curcio alla “Festa Rossa” di Lari, il consigliere comunale del Pdl, Riccardo Buscemi che ritiene pericolosa e diseducativa l’iniziativa.
A Federico Giusti, esponente di punta dei Cobas pisani, e dipendente del Comune, oggi alle 18 nello spazio “Sandro Pertini” a Perignano, è affidato il compito di introdurre Curcio nel ruolo di autore del libro ”Il pane e la morte”.
La partecipazione dell’ex capo delle Br viene stigmatizzata dall’esponente del Pdl.
«Chissà quanti dei giovani che andranno alla festa e si troveranno ad ascoltarlo sanno che quel signore ormai anziano, che parla loro di temi così attuali, come l’immigrazione, il razzismo, il lavoro, è stato il fondatore delle Brigate Rosse, il gruppo terrorista protagonista degli anni di piombo in Italia, responsabile dell’assassinio di poliziotti, carabinieri, giornalisti, sindacalisti, dirigenti dello Stato, politici – esordisce Buscemi –. Chissà se sanno che i loro familiari piangono ancora sulle loro tombe. Chissà se sanno chi era Aldo Moro e la storia del suo rapimento, della sua prigionia e della sua esecuzione da parte del “tribunale del popolo” delle Brigate Rosse. Condividono il pensiero che “l’organizzazione della violenza è una necessità della lotta di classe?”
Per il consigliere del centrodestra, Renato Curcio non si è mai pentito della violenza delle Brigate Rosse.
«Non ha scelto di avere un atteggiamento defilato e lontano dalla scena pubblica, ma se ne va invece inopportunamente in giro per l’Italia a presentare i suoi saggi e tenere seminari, soprattutto ai più giovani – aggiunge Buscemi –. Tutto ciò è pericoloso e diseducativo. Fa parte di un “revisionismo” che nega, tace, minimizza o addirittura giustifica certe pagine della nostra storia. Penso che dovrebbe esserci un’ondata di indignazione collettiva in rispetto di tutti i caduti del terrorismo e delle Brigate Rosse. Invece le nostre comunità assistono svogliatamente alla presenza inopportuna di Renato Curcio, senza reagire o commentare, assistendo distrattamente all’ospitalità. Io, nel mio piccolo, sono fortemente indignato e invito tutti ad indignarsi e a reagire».
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