Il dolore
Duello a suon di prezzi fra sagre e ristoranti
Alle feste di paese si paga il coperto e un pranzo completo costa sui 25 euro. La ristorazione si adegua e propone piatti “low cost” per sfidare la concorrenza. Ecco la "battaglia" in provincia di Pisa
SAN GIULIANO. La sagra paesana si spoglia delle vesti di Cenerentola e sfida la ristorazione tradizionale a colpi di menu a prezzi allineati. Il “dietrofront” della ristorazione tradizionale con proposte "low cost" divulgate anche sul web e la forte crescita della domanda per la ristorazione "sull'erba" ha legittimato la levitazione dei prezzi delle sagre alla luce anche dell'intrattenimento danzante di solito offerto. Non meraviglia più la voce “pane e coperto” come il “fritto misto mare” ancorato sopra i dieci euro, mentre si continua a risparmiare sul versante bevande e dolci. Dall’antipasto al dolce la sagra difficilmente scende oggi sotto i 25 euro, mentre serate tradizionali anche a tema in ristoranti locali e sul mare vengono offerte sotto i 20 euro. E se alle sagre si offre il momento danzante al ristorante si risponde con il karaoke o musica di sottofondo.
L’estate infiamma e con essa le polemiche tra le due categorie. « È una lotta impari – afferma Gabbriele Baccetti del ristorante “Da Inaco” a Madonna dell’Acqua – in quanto loro non sono soggetti alle nostre normative che regolano locali, personale e amministrazione». Determinato anche il parere di Stefano Moretti del ristorante “Le Arcate” di Villa Poschi, a Pugnano. «E’ risaputo che le sagre distraggono parte della clientela consapevole comunque a rinunciare per qualche euro a qualità e servizio, tuttavia non dovrebbero durare più di due o tre giorni e chi organizza una sagra della fragola o della zuppa dovrebbe limitarsi solo a questi piatti». Allineato anche il parere di Simone Balconi, del ristorante pizzeria “La Greppia” di Filettole. «Ovvio che risentiamo del fenomeno sagre a cui rispondiamo in parte con cene a tema a basso costo come quelle che facciamo ogni venerdì. Sarebbe opportuno che le sagre uscissero dal limbo protettivo dei circoli di partito rientrando nelle normative previste dall’Usl».
Puntuali le risposte sul versante opposto. «La nostra “Sagra delle fragole” di Sant’Andrea in Pescaiola - afferma Paolo Di Pede - viene organizzata nel rispetto delle normative vigenti e da sempre è sinonimo di qualità gastronomica come dimostrato dalla grande affluenza riscontrata ogni anno. Ovvio che nessuno si sposta da casa solo per gustare delle fragole». Marco Gemignani del Cicolo Arci ’90 di Nodica precisa: «Siamo perfettamente in regola con i permessi e con le ispezioni Usl, inoltre destiniamo parte degli incassi ad opere di beneficienza per l’asilo nido di Nodica e l’associazione Caritas».
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