Il Tirreno

Pisa

Abbraccio al lupetto Renzi, ora premier

di Carlo Venturini
Abbraccio al lupetto Renzi, ora premier

E la presidente Boldrini, un tempo coccinella scout, infiamma la platea: «Chi s’impegna per gli altri è la migliore gioventù»

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PISA. Lei coccinella, lui lupetto. Sono Laura Boldrini, presidente della Camera e Matteo Renzi, presidente del Consiglio. Entrambi, in passato, hanno indossato la camicia azzurra dei boys scout ed era d'obbligo, che si ritrovassero alla "route" nazionale che si tiene a San Rossore con oltre 30mila scout.

Un arrivo a sorpresa. La coccinella Boldrini era attesa e preannunciata da tempo. Il lupetto Renzi invece ha fatto una sortita, una sorpresa a bordo di una macchinina elettrica di colore viola. Ma mentre la Boldrini si è fatta il bagno di folla con tanto di striscioni "sei una di noi" e "sei tutti noi", Renzi ha driblato tutti; i giornalisti e soprattutto i due ragazzi boys scout in pantaloncini corti che sotto il solleone, davanti al ristorante dell'ippodromo dove il premier è stato atteso per oltre due ore, si erano diligentemente preparati tre domande striminzite e non proprio incalzanti sul tema caldo della calendarizzazione della riforma del Senato.

Le domande degli scout. «Ha visitato il campo? Che cosa ne pensa di questa iniziativa? Che cosa si aspetta dalla nostra carta del coraggio che gli consegneremo?". Queste erano le tre domande che il boy scout Mattia, di Bologna, voleva rivolgere al Matteo nazionale. Da lui, Mattia ha ricevuto un doppio bacio sulla guancia, ma non ha potuto rivolgergli le domande. Ma non si sa per quale scienza infusa, Renzi, di sua spontanea volontà ha risposto in parte, al giovane Mattia dicendo: «Questo è un bellissimo evento, 30.000 ragazzi che fanno un lavoro straordinario».

E subito dopo, visto che il premier è stato lupetto ed ora è un lupacchiotto, ha aggiunto: «So che quando si fa una dichiarazione politica in un campo del genere, tutto viene affibbiato agli scout». Magari se avesse commentato con i giornalisti, il recente voto alla Camera sulla riforma del Senato, difficilmente sarebbe stato attribuito agli scout.

Selfie con Renzi. Il presidente del consiglio è poi salito su una macchinina elettrica con i due uomini della scorta e se ne è andato via con un sibilo tipo astronave Enterprise di Star Treck. Anche se qualche selfie con gli scout, è stato ovviamente scattato.

Boldrini: la migliore gioventù. Di tutt'altro tenore, è stato l'incontro della Boldrini con un migliaio di scout all'ombra della chiesa di San Rossore. Il tema affrontato dalla presidente della Camera è stato "La violenza di genere", una sorta di suo cavallo di battaglia.

«Questi sono gli anni in cui si sceglie se essere indifferenti oppure consapevoli. Voi avete scelto di essere consapevoli, di non pensare solo ai vostri bisogni materiali, ma vi siete dedicati agli altri e quindi possiamo dire che siete senz'altro la migliore gioventù»: ha detto la Boldrini con tanto di fazzolettone al collo, lei che ha tenuto a precisare che da "coccinella" è diventata poi "guida". E' stato un bagno di folla comunque per la Boldrini che, scesa dal palco, ha continuato a parlare con i ragazzi e a firmare autografi su magliette, tazze, diari, bandiere. Niente selfie. Quelli sono di appannaggio del premier Matteo Renzi.

Il coraggio di amare. «Oggi, il coraggio di amare - ha detto Boldrini - non può essere mescolato con la violenza, l'amore non è mai violenza ed il coraggio lo si vede nell'amare il diverso, la vita, il futuro». La Boldrini ha poi lasciato una sorta di testamento morale per le giovani generazioni: «Non mollate mai. La violenza va conosciuta e denunciata. La buona strada è la non indifferenza, è accorgersi dell' altro».

La presidente della Camera ha poi fatto una promessa da scout agli scout. «Vi invito a presentare al Parlamento la Carta del Coraggio e per questo organizzeremo un incontro alla Camera'».

Il lupetto Renzi e la coccinella Boldrini si sono poi incontrati a pranzo al ristorante dell’ippodromo assieme al presidente del Parco Fabrizio Manfredi e al direttore Andrea Gennai. C'era anche il vice sindaco Paolo Ghezzi, mentre l'onorevole Paolo Fontanelli ha assistito al discorso della Boldrini in mezzo agli scout.

Le riforme. Dopo il bagno di folla con i giovani lupetti e coccinelle e altri “graduati” dello scoutismo by Agesci, la presidente della Camera ha incontrato i giornalisti e non si è tirata indietro sulla riforma del Senato e del Parlamento in generale. «Non spetta a me direse si sciolgono o meno le Camere, ciò che conta è svolgere un lavoro approfondito e inclusivo sulle riforme e sulla legge elettorale evitando gli eccessi del Senato che sono deleteri per il Paese», ha commentato Laura Boldrini ai giornalisti che le chiedevano se dopo l'approvazione delle riforme si sarebbero sciolte le Camere.

«La Camera - ha aggiunto - farà la sua parte e rispetterà le istanze di tutti garantendo tempi adeguati. Ma è imperativo intervenire anche sull'economia e sulle politiche del lavoro e penso che questo si possa fare insieme al cammino sulle riforme».

Infine sulla legge elettorale Boldrini ha sottolineato la necessità che «sia più inclusiva possibile perché al tempo dell’antipolitica non è il massimo prevedere uno sbarramento all'8% che significa espellere due milioni di persone dal Parlamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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