Sicurezza
«Nessuno spreco: fagiani comprati a 20 euro, non 60»
I presidenti degli Atc 14 e 15 contestano i dati di Libera Caccia «Spese, incarichi e gettoni decisi dai comitati di gestione»
PISA. «Nessun acquisto di fagiani a 60 euro. La spesa è stata di 20 euro, Iva compresa».
Mauro Bettini, presidente dell’Atc 14 e Danilo Nacci, stessa carica per l’Atc 15, contestano le cifre fornite da Stefano Perini, presidente di Libera Caccia, sulle forniture di selvaggina. Perini ha invocato una commissione d’inchiesta alla Regione sulle gestioni dei due ambiti territoriali di caccia denunciando costi fuori controllo. La replica di Bettini e Nacci riguarda affitto, selvaggina e contributo per la caccia al cinghiale.
I costi. «Gli Atc tengono a ribadire ancora una volta che la programmazione attuata e la gestione degli ambiti di caccia è improntata al contenimento delle spese fisse per far fronte alle sempre minori entrate per trasferimenti regionali e per quote di cacciatori – spiegano i presidenti di Atc 14 e 15 –. Sedi unificate in modo da risparmiare su affitto (ai costi di mercato), spese condominiali, personale che collabora insieme per prestare ai cacciatori servizi efficienti e con disponibilità di orari di ufficio e telefonico che non ha uguali in Toscana».
Le forniture di selvaggina. Bettini e Nacci sottolineano che le decisioni sul ripopolamento faunistico sono state discusse e approvate in riunioni congiunte fra Atc e rappresentanti provinciali delle associazioni venatorie. «In tali riunioni è emersa una condivisione per l'immissione di selvaggina di qualità, anche se con costi superiori, sono state valutate le aziende fornitrici e definiti in linea di massima i quantitativi relativi a lepri e fagiani di cattura e di allevamento per l'anno 2014 stabilendo di procedere con un giusto compromesso fra selvaggina di buona qualità con alti costi di fornitura e selvaggina di media qualità con costi abbastanza contenuti e gli Atc si sono orientati su questo indirizzo con diminuzione, rispetto al passato, degli animali ad alto costo e aumento degli animali a costi contenuti» rimarcano. A loro dire «le immissioni di lepri al prezzo di mercato dei citati 245 euro non sono avvenute neppure nei quantitativi minimi previsti perché le aziende faunistiche venatorie non hanno provveduto alle forniture. Così come i fagiani che sono stati ridotti ai minimi: le immissioni sono avvenute quasi esclusivamente con i fagiani da 16 o meglio venti euro compreso Iva come dice la Libera Caccia». I presidenti precisano che l'acquisto dei fagiani giovani avviene negli allevamenti che hanno sottoscritto con gli Atc un protocollo e a meno di 10 euro oltre Iva.
Servizi. Per quanto riguarda i servizi affidati senza bandi pubblici, il riferimento è per la caccia di selezione e la caccia al cinghiale. «L'affidamento è avvenuto secondo i regolamenti degli Atc approvati dai rispettivi comitati di gestione nel rispetto della normativa nazionale sugli appalti pubblici con affidamento di appalti a cottimo fiduciario inferiori a soglie di 20.000 euro che hanno comportato riduzione della spesa rispetto alla spesa per l'affidamento degli ultimi anni» rispondono Bettini e Nacci che sui gettoni di presenza e le indennità dei presidenti aggiungono: «Sono assegnati con appositi atti dei comitati di gestione assunti in base al regolamento regionale e a delibere della Provincia sulla materia». Gli importi sono fissati in un massimo lordo di 360 euro per l'indennità del presidente e in 30 euro a seduta per i gettoni di presenza dei membri del comitato.
Contributi aggiuntivi. Gli Atc evidenziano che «per il 2014 non è stato chiesto alcun contributo per gli iscritti alle aree contigue e non è stato ancora deciso niente per quanto riguarda gli ospiti delle squadre al cinghiale. Si devono poi respingere le accuse di arroganza e illegalità mosse per quanto riguarda le quote richieste, per la passata stagione venatoria, agli ospiti delle squadre di caccia al cinghiale. Le norme non sono così chiare come Libera Caccia vuol far sembrare, tant'è che in materia esistono pareri di diverso indirizzo tra Regione e Provincia».
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