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Gas, bolletta pazza 1.158 euro da pagare ma l’utenza è un’altra
Le associazioni di consumatori: controllate sempre non solo l’ammontare ma anche l’indirizzo dell’addebito
PISA. Riceve una bolletta di conguaglio del gas da 1158 euro per un contatore che non è suo. E per non farsi mancare niente, nella stessa lettera anche un ulteriore bollettino da pagare da 2015 euro.
Involontaria protagonista della vicenda una pisana abitante in via Flamini, che si è rivolta subito all’associazione BabyConsumers (via Gereschi, telefono 347 344.62.56). L’associazione ha scritto subito all’Eni per contestare la bolletta.
Ma cosa è successo? «La signora paga regolarmente le sue bollette – spiega Pino Staffa, presidente di baby Consumers. – Ma nei giorni scorsi gliene è stata recapitata una che è doppiamente incomprensibile».
Perché “doppiamente”? «Il primo motivo è che il contatore di cui si parla è… in via Brunelleschi, al Cep, ovvero dal lato opposto nella città, dove la signora non abita né ha mai abitato. E riporta il riferimento a ben tre bollette precedenti mai pagate. Il secondo è che nella stessa lettera che contiene la bolletta ci sono due bollettini per il pagamento. Uno, appunto, da 1158 euro, e un altro addirittura da 2015 euro, cifra della quale non si fa alcuna menzione nella lettera».
Il problema è risolvibile? «Sicuramente sì, e non vediamo ipotesi di dolo, probabilmente si tratta di un errore del computer nell’elaborazione della bolletta oppure di qualcuno che ha fornito dei dati falsi per il suo contatore, a danno della nostra assistita. Però questo errore ci riporta a considerare una realtà molto fastidiosa e pericolosa per gli utenti».
Tempo fa infatti Il Tirreno ha invitato i clienti di qualsiasi fornitore di gas e controllare con attenzione le proprie bollette, dopo un altro caso eclatante segnalato proprio da Baby Consumers. E’ importante farlo, sia per riscontrare che il destinatario dell’addebito sia quello giusto, sia per verificare l’ammontare della cifra da pagare. «Gli errori nell’emissione delle bollette possono essere frequenti – dice Staffa – e può benissimo succedere che, quando i soldi da pagare siano pochi, la gente paghi, o addirittura se li veda pagare dal proprio conto in banca, per consumi fatti da altri. Dopo di che, riavere indietro i propri soldi non è immediato, né semplicissimo soprattutto per gli utenti più anziani e per chi non ha dimestichezza con le pratiche burocratiche».
E c’è anche un altro problema: «Molti utenti si stanno rivolgendo al nostro sportello perché non ricevono le bollette. Questo significa che il debito si accumula e, senza dubbio, alla fine arriveranno dei conguagli anche pesanti. Abbiamo avvertito l’Eni di questo disservizio e ci è stato risposto che le cose si normalizzeranno entro dicembre».
Cosa può o deve fare il cittadino in queste situazioni? «Nei casi in cui si rivolgono a noi, diffidiamo subito il gestore a non mettere interessi di mora o penali quando faranno un conguaglio, ovviamente anche dietro richiesta di rateizzazione».
E’ comunque norma di prudenza procedere all’autolettura da casa anche quando arrivano bollette da pagare in acconto, e segnalare al gestore del gas se ci sono differenze significative fra quanto fatturato in acconto e quanto realmente consumato.
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