Finanza
Pappafico, sequestrati chiosco e pedana
Contestate violazioni edilizie. La gestione del bagno: «Sono opere in legno. Un atto del genere d’estate è un grave danno»
MARINA DI PISA. Poco sole, tanta acqua e ora anche i nastri bianchi e rossi a complicare una stagione turistica da tregenda: chiosco e pedana dello stabilimento balneare Pappafico sono stati sequestrati da Capitaneria di Porto e Ente Parco. L’accusa è di abuso edilizio.
Le strutture, secondo l’ordinanza eseguita sulla spiaggia di uno dei bagni di punta del litorale, sarebbero state allestite in assenza di autorizzazioni.
Una tesi contestata dalla gestione del bagno che, per voce di Antonella Valenzuela, parla di «grave danno all'immagine soprattutto dei clienti che faticosamente abbiamo acquistato attraverso promozioni stagionali ridotte del 50%».
La gestione non vuole entrare nel merito del provvedimento di sequestro.
«Si tratta, comunque, di strutture in legno che possono essere rimosse in qualsiasi momento – precisa Valenzuela –. Quello che ci danneggia è la tempistica per una simile azione. Già la stagione sta andando in malora e proprio alla vigilia di Ferragosto ci arriva questa mazzata. Intanto, siamo stati costretti a lasciare a casa almeno tre persone che lavoravano al chiosco».
I controlli con relative sanzioni dell’Ente Parco vengono stigmatizzati anche da Confesercenti che mette a disposizione dei propri iscritti assistenza legale per i ricorsi contro i verbali. «Nessuno mette in dubbio che, in alcuni casi, sul litorale, si possa eccedere nell'utilizzo della libertà data allo svolgimento delle manifestazioni di "attività di spettacolo e trattenimento – spiega il responsabile area pisana Giulio Garzella –, ma che sia stato dato il via ad una vera e propria caccia alle streghe, il passo sarebbe talmente lungo da doverne davvero mettere in discussione la serietà e la legittimità. Siamo invece propensi a credere che, in considerazione di moltissimi esposti non solo dei residenti ma anche e soprattutto dei turisti che pernottano sul nostro litorale, siano stati effettuati controlli a quelle attività che esulando dai vincoli fissati dall'ordinanza per usufruire della libertà di svolgimento di manifestazioni musicali, di spettacolo e di intrattenimento». Per Garzella «troppi organi preposti, nessuno collegato all'altro, generano nel miglior caso possibile confusione e spesso creano ansia e preoccupazione agli operatori. Operatori già sommersi da adempimenti per accontentare le richieste di documentazione di quello o di quell'altro ente, di nulla osta».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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