Il dolore
Generazione 2.0 sempre connessa e aperta al mondo
«Siamo scout, ma siamo nel 2014. Non passiamo porta a porta a vendere biscotti, ma cerchiamo di rimanere in contatto con il mondo esterno». Davide Casaburi, rover di 19 anni proveniente da...
«Siamo scout, ma siamo nel 2014. Non passiamo porta a porta a vendere biscotti, ma cerchiamo di rimanere in contatto con il mondo esterno». Davide Casaburi, rover di 19 anni proveniente da Castiglione del Lago (Perugia) è uno scout reporter, cioè uno di quelli che oltre a partecipare alla route, pubblicano foto sui social network e postano contenuti.
Ci tiene a manifestare tutto il suo orgoglio scout: «Siamo la generazione 2.0 e vogliamo far capire che siamo anche ambientalisti. Qualcuno si vergogna di indossare il fazzolettone invece dei vestiti firmati, perché non è normale. Ma noi siamo ragazzi come gli altri». Così c’è un media center che pubblica ogni giorno su carta e in tempo reale su web tutte le notizie da San Rossore. C’è la diretta streaming e ci sarà Tv2000 (la cosiddetta televisione del Papa) a coprire gli eventi più importanti. Il supporto tecnologico sul campo viene da Regione e Telecom Italia che hanno realizzato un’infrastruttura in fibra ottica ad alta velocità lunga circa 8 chilometri: wifi, lan e collegamenti in telefonia mobile sono disponibili nel rispetto dell’ambiente. Giacomo Cocchi, uno dei capi scout in servizio a San Rossore, torna sul concetto della normalità, raccontando che studiava per laurearsi mentre guidava altre route: sia lui che i ragazzi avevano tempo libero per sé, perché «formiamo persone che siano in grado di vivere nel mondo». Lo dimostra per assurdo: se così non fosse, vedremmo i 30mila «stralunati», appena usciti da San Rossore. (g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
