Sicurezza
«È da sette mesi che non riscuotiamo nemmeno un euro»
Cantieri Navali: i dipendenti attendono la cassa integrazione «Il liquidatore del gruppo Baglietto deve darci garanzie»
PISA. «Per noi non sarà un agosto di ferie», ha esordito così ieri alla conferenza stampa della Cgil Gianfranco Francese, segretario provinciale del sindacato. La Cgil ha lanciato un ulteriore appello alle istituzioni toscane e liguri affinché facilitino l’emissione del decreto ministeriale che permetterà ai dipendenti dei Cantieri Navali di Pisa di percepire la cassa integrazione straordinaria prevista per il 2014. Da gennaio, infatti, i lavoratori non percepiscono reddito «a causa - sottolineano - della mancata consegna della documentazione necessaria da parte di Federico Galantini», liquidatore del gruppo Baglietto di cui fanno parte i cantieri navali di Pisa e anche di Varazze.
Francese e i rappresentanti della rsu (rappresentanze sindacali unitarie), Andrea Laganà e Umberto Nannola, hanno apprezzato gli esiti della riunione svoltasi lunedì in Prefettura. In particolare, hanno gradito la fermezza dimostrata dal viceprefetto vicario Valerio Romeo e dalle istituzioni presenti nei confronti di Galantini, che si è impegnato a consegnare entro il giorno successivo, ovvero ieri, la documentazione necessaria per sbloccare la domanda di cassa integrazione.
La Cgil chiama in causa quella che definiscono una «mancanza di trasparenza» nell’operato di Galantini. «Dopo lunedì il suo comportamento ambiguo è chiaro anche alle istituzioni. Attendiamo da gennaio la consegna della documentazione e la presentazione del piano industriale, pronto già dalla fine del 2013», spiega Francese. Finché il liquidatore non presenterà tutta la documentazione al ministero del Lavoro, i dipendenti non potranno percepire la cassa integrazione straordinaria della durata di dodici mesi prevista dall’accordo firmato il 21 gennaio scorso dal rappresentante del gruppo Baglietto e di quelli dei lavoratori.
La faccenda del travel lift, la struttura utilizzata per spostare gli yatch, è uno dei principali oggetti di contesa tra i dipendenti dei Cantieri e il liquidatore. La decisione di spostare il travel a Varazze ha generato le proteste dei dipendenti che vorrebbero mantenere l’impianto in darsena. Negli accordi del 21 gennaio e nello stesso piano industriale è infatti prevista l’attuazione di un programma di riorganizzazione aziendale che contempla lo spostamento del travel lift a Varazze. «Galantini - dicono - sostiene che le strutture presenti nell’area dei Navicelli possano essere buone sostitute del travel, ma non è così. Il travel lift è indispensabile. La stessa riorganizzazione aziendale prevista dal piano non potrebbe avvenire senza di esso».
L’obiettivo più urgente è però quello di ottenere la cassa integrazione. Altro obiettivo strettamente correlato è quello di fare chiarezza sul piano industriale necessario per presentare con successo la domanda al ministero del Lavoro. «Lunedì abbiamo ottenuto una piccola rivincita - dice Nannola - e ora la comunità rivolge più attenzione alla nostra situazione. Continueremo a incalzare Galantini fino a quando non avremo ottenuto le garanzie per la cassa integrazione straordinaria». (a.p.)
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