Sicurezza
Cantieri Navali, verifica del piano industriale
Lavoratori in corteo e vertice in Prefettura con il liquidatore del gruppo Baglietto «Presto sarà formalizzata la cessione». In ballo la cassa integrazione straordinaria
PISA. Un altro corteo dalla darsena pisana fino al palazzo della Prefettura. Striscioni, cori, slogan. I lavoratori dei Cantieri Navali di Pisa ieri mattina sono partiti dalla sede del loro stabilimento, hanno percorso Aurelia e lungarni, arrivando in piazza Mazzini. «Ci sentiamo presi in giro, venduti da un anno, ma ancora alle prese con Baglietto», dicono quelli della rsu. In Prefettura si è tenuto un vertice con il liquidatore del gruppo Baglietto (di cui fanno parte i Cantieri) Federico Galantini. Al tavolo, coordinato dal viceprefetto vicario Valerio Romeo, gli enti locali pisani (il sindaco Marco Filippeschi, l’assessore Federico Eligi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni) e quelli liguri (a Varazze c’è un altro “ramo” Baglietto in difficoltà), funzionari delle Regioni Toscana e Liguria, la Cgil.
Vendita e piano. Galantini ribadisce la cessione dei Cantieri al gruppo franco-cinese Union Strong Marine Holding. «Le procedure saranno completate in tempi abbastanza rapidi, se ci sono stati rallentamenti è perché siamo in estate e bisogna aspettare che il tribunale sbrighi le pratiche», dice il liquidatore. Ma per tutti i protagonisti del summit in Prefettura il nodo è soprattutto la verifica del piano industriale, dai cui contenuti dipende la cassa integrazione straordinaria per la quarantina di dipendenti dei Cantieri. Il ministero del Lavoro attende la documentazione per dare l’ok. «Abbiamo tenuto una posizione ferma, esigente, pretendendo da Galantini la presentazione del piano industriale dato che le semplici indicazioni presentate dai rappresentanti dei possibili acquirenti non ci davano affidabilità, né la davano ai lavoratori», ribadisce Filippeschi. Chiesta a Galantini «tutta la documentazione necessaria - prosegue Filippeschi - per sbloccare la richiesta di cassa integrazione nei confronti dell’azienda fino a pochi anni fa fiore all'occhiello della nautica pisana. Ora valuteremo i contenuti di quello che solo oggi abbiamo ricevuto. Abbiamo firmato un verbale della riunione che richiama l’intesa sottoscritta al ministero del Lavoro».
Cgil all’attacco. Continua così il braccio di ferro tra Galantini, i lavoratori dei cantieri e la Cgil. «Finalmente, in una sede istituzionale, sono emerse le contraddizioni del liquidatore Galantini in tutta questa vicenda della procedura concorsuale del gruppo Baglietto. Il nostro giudizio sul suo operato è profondamente negativo», ha detto il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese al termine dell’incontro in prefettura, dove non sono mancati momenti di tensione, tanto che durante i colloqui Galantini avrebbe avuto anche un acceso diverbio direttamente con il viceprefetto.
Il travel conteso. Uno dei motivi di attrito è il destino del travel lift presente nel cantiere, ovvero la struttura che serve per sollevare gli yacht. Il travel è stato acquistato da Galantini e promesso a Varazze. «Una guerra tra poveri», secondo Francese. Invece per il liquidatore è tutto nella norma: «È stato comprato dalla società di leasing a cui la struttura era già tornata». Il travel però resta ai Cantieri perché i lavoratori si sono opposti al trasferimento in Liguria del mezzo. Per questo Galantini ha fatto scattare denunce. Proprio l’assenza di garanzie sul futuro spinge sindacato e lavoratori a non concedere uno strumento che invece, secondo loro, consentirebbe l’immediata ripresa produttiva. Ancora il liquidatore: «Nell’area dei Navicelli ci sono strutture del genere, in caso di bisogno sono sufficienti quelle». La Cgil ha annunciato una conferenza stampa per oggi. Il braccio di ferro prosegue.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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