Il Tirreno

Pisa

Muore dentro l’auto volata nel burrone

di Luca Cinotti e Duccio Casini
Muore dentro l’auto volata nel burrone

Tragica fine per una ricercatrice del Sant’Anna. Gravissimo il marito che era alla guida della Renault finita nel dirupo

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PISA. La domenica doveva essere di totale relax, una giornata di inizio agosto da passare in Garfagnana nella casa del padre, insieme ai parenti. Ma per Francesca Pierotti, 44 anni, due figli, ricercatrice del Sant’Anna di Pisa, al Robot-Era di Pontedera e con importanti collaborazioni con il Cnr, il viaggio in Garfagnana si è trasformato in tragedia: è morta nell’auto condotta dal marito Mirko Angelini, 51 anni, finita in un burrone in Alta Garfagnana. Ora Mirko, di professione rappresentante di automobili, è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Cisanello, anche se non è in pericolo di vita. I bimbi non erano in auto al momento dell’incidente avvenuto intorno a mezzogiorno.

Mirko e Francesca erano partiti dalla loro abitazione di San Leonardo in Treponzio (Capannori) in mattinata, con l’intenzione di raggiungere per l’ora di pranzo la frazione di Puglianella, nel comune di Camporgiano. Lì erano attesi dal padre di lei, Alfredo Pierotti, personaggio conosciutissimo in tutta la Piana capannorese: per anni è stato dirigente scolastico a Porcari e, nel 2009, si era candidato come sindaco di Capannori nella lista “Progetto Comune”. Proprio qualche giorno fa il sindaco di Porcari Alberto Baccini l’ha nominato presidente della Fondazione Cavanis che gestisce il teatro del comune della Torretta. Ad aspettarli anche lo zio di lei, Carlo Pierotti, ex presidente di Ascit e già consigliere comunale a Capannori insieme alla moglie Fabrizia Rimanti, assessore comunale a Porcari. Insieme a Francesca e Mirco non viaggiavano invece i due figli, Paolo (21 anni) e una bimba di 12 anni.

La coppia, intorno a mezzogiorno, era quasi arrivata: stava percorrendo la strada che da Camporgiano, attraversando Vitoio, porta proprio a Puglianella. Qui, per motivi che ancora devono essere accertati dagli inquirenti (i rilievi sono stati effettutati dai carabinieri della stazione di Camporgiano), all’altezza di una curva la Renault Laguna nera guidata da Angelini è finita fuori strada. In quel punto non c’è guardrail che possa salvare dallo strapiombo di decine di metri che si apre oltre il ciglio della via: l’auto è scivolata per oltre trenta metri, rimanendo poi bloccata tra alberi e rocce. Fra le possibili cause dell’incidente anche la pioggia che stava cadendo in quel momento e che potrebbe aver reso sdrucciolevole la strada, anche con la complicità di foglie e di terra.

Alcuni abitanti delle case più vicine al luogo dell’incidente hanno sentito il rumore e si sono precipitati a vedere cosa fosse successo. Fra loro anche Alfredo Pierotti che non ha potuto far altro che assistere al recupero del corpo della figlia, reso possibile grazie all’intervento di una squadra dei vigili del fuoco di Castelnuovo. Il medico inviato con un’ambulanza dal 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso di Francesca: fatali i traumi subiti nella caduta.

Mirko, invece, quando è stato recuperato era privo di conoscenza. La centrale del 118 ha deciso di far levare in volo l’elisoccorso Pegaso, che ha trasportato l’uomo all’ospedale di Cisanello. I medici si sono riservati la prognosi a causa delle fratture e, soprattutto, dell’importante trauma cranico. Fortunatamente, però, non è in pericolo di vita.

La notizia della morte di Francesca Pierotti si è presto sparsa per tutta la Lucchesia e anche a Pisa dove l’assegnista era conosciuta nell’ambiente universitario e in quello declinato nel mondo della ricerca.

Dopo il nulla osta della magistratura sarà fissata la data del funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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