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I CONSIGLI

Controlli e prevenzione per evitare malattie gravi

PISA. Quando nasce l'andrologia, decenni fa, ha uno scoglio culturale e sociale: se le donne dal ginecologo approdano giovanissime accompagnate dalle madri, l'uomo non è abituato, non ammette...

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PISA. Quando nasce l'andrologia, decenni fa, ha uno scoglio culturale e sociale: se le donne dal ginecologo approdano giovanissime accompagnate dalle madri, l'uomo non è abituato, non ammette problemi e arriva dal medico non per controllo, ma solo quando non sta bene e magari banali infezioni a trasmissione sessuale o piccole disfunzioni sono diventate croniche e hanno portato sterilità e impotenza.

«Ormai le cose sono cambiate – dice la dottoressa Antonella Bertozzi – anche per la nascita di nuove medicine, come gli inibitori delle cinque fosfodiesterasi: mi riferisco a Cialis e Viagra, che al di là dell'uso fai da te, hanno permesso la nascita di applicazioni e studi clinici a scopo terapeutico con un riverbero pratico altissimo e un'azione diretta sull'endotelio, il tessuto che riveste i corpi cavernosi del pene. L'infiammazione dell'endotelio può portare ad alterazioni croniche, ecco perché va diagnosticata subito, e poi, siccome questo tessuto è presente anche a livello del cuore e del cervello, la diagnosi precoce permette di prevenire anche malattie cardiovascolari e dismetaboliche».

I problemi più frequenti oggi? «Infertilità, derivata anche da tumori, cancro, malattie rare anche genetiche, ipogonadismi, problemi di coppia, infezioni, disfunzioni delle basse vie urinarie, prostatiti, eiaculazione precoce e deficit erettivo. Quest'ultimo, toccando quasi il 13% della popolazione, con punte del 40 e 60% in alcune fasce, può considerarsi oggi una malattia sociale. Se prima alcuni di questi mali arrivavano con l'età, ora purtroppo si riscontrano in molti giovani e l'aumento generico non è dovuto solo a più raffinate tecniche diagnostiche ma a mutati stili di vita, a inquinamento ambientale (deleteri sono pesticidi e plastiche), soprattutto a promiscuità sessuale senza protezione ma ancora alla cosiddetta addiction: cannabis e cocaina nuocciono sempre all'apparato genito-urinario e a lungo andare possono portare ad alterazioni croniche, anomalie irreversibili e a impotenza assoluta».

Consigli? «Ci capita di vedere ancora oggi gente che a 40 anni ha un varicocele, dunque non aspettare mai, rivolgersi al medico di medicina generale, e poi non trascurare l'igiene, avere un'alimentazione corretta e rapporti sempre protetti e ovviamente non sottovalutare le droghe. E a proposito di mutata mentalità bisogna ricordare che la Regione Toscana sta portando avanti da tempo una politica di medicina di genere che trova il suo punto di forza nella costituzione di un apposito centro di coordinamento regionale».

Oggi l'unità operativa complessa diretta dalla professoressa Bertozzi è l'unica in Italia e lavora in day-service, cioè attraverso percorsi diagnostico-terapeutici prenotabili in cui il paziente o la coppia fa tutti gli esami necessari in un giorno.

Ha inoltre un servizio di telemedicina e teleconsulto unico a livello internazionale, per cui con uno speciale sistema, messo a punto qui da un apposito team, a Pisa viene letto in diretta un vetrino con liquido seminale messo sotto il microscopio, ad esempio, a San Pietroburgo.

«Un passo avanti enorme – commenta la dottoressa Bertozzi – nel controllo di qualità, che consente di modificare il protocollo del processo in itinere».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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