La manifestazione
Code a Calambrone ancora proteste per il ponte mobile
CALAMBRONE. Una lunga fila. Decine e decine di auto in coda. Si notano anche nel tratto finale della Fi-Pi-Li. Il ponte sollevato per far passare una barca che entra nell’area del porto di Livorno...
CALAMBRONE. Una lunga fila. Decine e decine di auto in coda. Si notano anche nel tratto finale della Fi-Pi-Li. Il ponte sollevato per far passare una barca che entra nell’area del porto di Livorno per uscire in mare. Il ponte è quello di Calambrone, a due pass dal confine tra i territori di Pisa e Livorno, passaggio obbligato per turisti diretti sulle spiagge del litorale pisano e pendolari. La situazione non è inedita. Un ostacolo per chi si muove da e per questo tratto del litorale pisano, il territorio livornese e la superstrada.
D’estate la somma del maggior traffico e del maggior passaggio di imbarcazioni è giocoforza più avvertita. Facendo scattare problemi e lamentele. «Basta che passi una barca con tre persone che va in gita e centinaia di persone si ritrovano bloccate sotto il sole in auto o moto anche per venti minuti», dice Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale (Confcommercio). «Il problema c’è, con il rischio di perdere la clientela livornese degli stabilimenti balneari e delle altre attività del litorale», aggiunge Giulio Garzella, responsabile Confesercenti dell’area pisana.
Ma come funziona il ponte? Della sua regolamentazione si occupa la Navicelli Spa, la società costituita per gestire l’omonimo canale e le aree demaniali limitrofe. L’apertura del ponte di Calambrone, in particolare, segue “finestre” predefinite: con l’orario legale 9,30-11 e 15,30-17,30; con l’orario solare 9-10,30 e 15,30-17,30. Nei giorni festivi, quelli con il maggior traffico sia in strada che in acqua, l’apertura invece è a chiamata e il proprietario della barca, o comunque l’utilizzatore, è tenuto a darne comunicazione, come da regolamento, con “congruo anticipo”.
«Ma la gente - ribatte Fontani - non può sapere quando e se passa una barca mentre si reca sul litorale, con tutto ciò che ne consegue in termini di disagi». Come intervenire? «Riducendo gli orari e con una comunicazione più varia, utilizzando sia internet che una cartellonistica evidente». Su questo interviene Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli: «Gli orari sono il risultato di accordi che hanno visto il parere positivo, tra gli altri, dei Comuni di Pisa e Livorno e dell’Autorità Portuale».
Una soluzione sarebbe quella di uno sbocco a mare diretto del canale dei Navicelli attraverso lo Scolmatore, prevedendo sul ponte che immette sul viale del Tirreno una campata più alta dell’attuale. «E’ da anni che se ne parla, ma i lavori sono rimasti sulla carta», ricorda Fontani. Anche Caridi sottolinea la necessità di tale intervento, «auspicando che quanto prima si dia attuazione al progetto». Che poi è quello del potenziamento dello Scolmatore a fini di difesa idraulica. Entro l’anno le procedure dovrebbero essere concluse. Poi i bandi per l’assegnazione dei lavori, i cantieri, la definizione di fare cosa di quel ponte. Le code non mancheranno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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