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Danni da fumo, avvocato pisano vince una causa milionaria
PISA. Un milione di sigarette fumate, un milione di risarcimento danni. L’avvocato Carlo Gasparro, pisano d’adozione, 43 anni, ha fatto ottenere un maxi risarcimento ai parenti di un uomo deceduto di...
PISA. Un milione di sigarette fumate, un milione di risarcimento danni. L’avvocato Carlo Gasparro, pisano d’adozione, 43 anni, ha fatto ottenere un maxi risarcimento ai parenti di un uomo deceduto di cancro polmonare a 54 anni che per quarant’anni della sua vita ha fumato oltre un pacchetto e mezzo di sigarette al giorno e cioè circa un milione di “bionde”. A dover risarcire la famiglia del defunto è la British American Tobacco che si deve sobbarcare pure le spese del funerale, altri 5mila euro. La sentenza e la lotta legale e di civiltà che sta dietro a questa vicenda ricalca un po’ il film Insider con Al Pacino e Russel Crowe.
«È vero, in Europa e negli Stati Uniti – dice Gasparro, iscritto al foro di Milano – ci sono diverse sentenze simili di maxi risarcimento ma in Italia, questa è la primissima«. Gasparro si è laureato a Pisa ma si è dovuto trasferire in quel di Milano a causa «del poco lavoro per i tantissimi avvocati su Pisa». Il motivo per cui il Tribunale ha risarcito la moglie e i tre figli del defunto è che il fumatore deceduto non era stato “adeguatamente informato” dei rischi che correva aspirando le sigarette. Dovere di informazione che ricade sulla multinazionale del tabacco e poi sull’Ente tabacchi italiani. Nel computo del risarcimento è stato calcolato anche la situazione di sofferenza psichica connessa al fatto che il defunto sia rimasto in un letto di ospedale per oltre un mese con conseguenti ricadute psichiche sui famigliari. «L’uomo inoltre – spiega Gasparro – sapeva di dover morire e questo ha provocato in lui un’ulteriore angoscia». Infatti, il Tribunale di Milano, ha riconosciuto allo stesso deceduto un risarcimento di circa 60mila euro. La causa, iscritta a ruolo nel 2009 e decisa l’11 luglio, apre la strada potenzialmente a migliaia di ricorsi. «Per arrivare a questa sentenza- spiega Gasparro – ci siamo dovuti avvalere di molti periti nonostante sia oggi notorio il nesso di causalità tra chi fuma ed alcune neoplasie che si sviluppano. Ma il nesso causale andava comunque dimostrato». Un altro fattore decisivo che ha giocato a favore del risarcimento, è stata la legge del 1991 che ha imposto l’obbligo delle informazioni di pericolosità sui pacchetti. Il defunto ha iniziato a fumare all’età di 15 anni, molto prima dell’entrata in vigore della legge del ’91 ma il giudice ha deciso che il defunto ha passato molto più tempo a fumare senza essere informato che a farlo con le dovute informazioni. «La sentenza tiene conto dei danni dell’assuefazione – spiega Gasparro – che è fortissima nei primi anni in cui si inizia a fumare ed in quegli anni, il defunto non aveva la possibilità di avere la corretta informazione sui pacchetti di sigarette«. La battaglia è stata vinta ma non ancora la guerra. La British American Tobacco ha fatto appello. Ma intanto paga.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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