Il Tirreno

Pisa

Una scuola per il robot chirurgo

di Gianluca Campanella
Una scuola per il robot chirurgo

Pisa tra i dieci centri che elaboreranno il protocollo da usare con il “Da Vinci”

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una commissione mondiale nei prossimi due anni scriverà una sorta di “codice della strada” da rispettare per “guidare” il robot che fa le operazioni chirurgiche; e Pisa è uno dei dieci centri che parteciperanno alla validazione dello standard. La necessità di questo regolamento è molto sentita, perché i vari esemplari del robot Da Vinci, prodotto dall’americana Intuitive Surgical, compiono circa mezzo milione di operazioni all’anno.

Solo nei primi dieci mesi del 2013 sono stati registrati oltre 3mila casi di danni ai pazienti negli Usa: il problema non è della macchina, precisissima; ma in chi la comanda. Ecco quindi che è stato deciso di formalizzare un protocollo che tutti i medici dovranno rispettare prima di mettersi ai ferri virtuali del Da Vinci. E il centro d’eccellenza “Endocas per la chirurgia assistita al calcolatore” dell’Università di Pisa negli scorsi giorni è stato selezionato tra le strutture che collaboreranno con l’azienda produttrice del robot e con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per stilare e certificare il protocollo.

Endocas, fondato dal professor Franco Mosca, attivo da otto anni a cui lavora tra gli altri l’ingegner Ferrari, opererà in stretta sinergia con il Centro multidisciplinare di chirurgia robotica dell’Aoup (Azienda ospedaliero-universitaria) coordinato dal prof. Boggi: il primo è uno dei pochi centri fuori Usa e l’unico in Italia accreditato per l’addestramento dei chirurghi al simulatore dall’American College of Surgeons (prestigiosa istituzione che forma i chirurghi a stelle e strisce); l’altro è una struttura ospedaliera già dotata del Da Vinci e che svolge molta attività operatoria. Il direttore dell’Aoup, Carlo Tomassini, fa allora notare come i due enti abbiano bisogno l’uno dell’altro per realizzare l’obiettivo e che proprio questa felice combinazione ha determinato la scelta di Pisa tra le dieci città mondiali che collaboreranno al progetto: in tutta Europa ce ne sono solo altre due.

Franco Mosca, fondatore anche della Fondazione Arpa che sostiene numerosi progetti di ricerca, di recente ha stilato una convenzione con il Perù «affinché laggiù vedano quello che succede nelle nostre sale operatorie; e stiamo pensando ad altri progetti in Asia» per incrementare una nuova sezione di Endocas, dedicata alla ricerca e voluta dalla Regione. Il rettore dell’Università di Pisa, celebra questo nuovo successo della nostra capacità di fare ricerca con una battuta: «Ci piace essere i primi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa