Il Tirreno

Pisa

«Tu non sei mia madre!». Poi l’ha uccisa

di Giovanni Parlato
«Tu non sei mia madre!». Poi l’ha uccisa

Ricostruiti gli ultimi momenti della follia omicida di Fabrizio Fruzzetti che ha accoltellato la mamma di 88 anni

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SAN GIULIANO. Il coltello era lì, a portata di mano. Fabrizio Fruzzetti era in cucina con la madre Cesira. Da giorni era nervoso, la vertebra fratturata lo aveva costretto all'immobilità da tre settimane. E la mamma di 88 anni lo accudiva, lo vestiva, lo portava in bagno, gli preparava da mangiare. Eppure, per Fabrizio Fruzzetti, quell'anziana donna, nei momenti in cui la mente si perdeva nella follia, non era più sua madre. Non la riconosceva, non poteva essere sua madre che gli preparava pietanze che non voleva. E la sera di lunedì, Fruzzetti era una palla gonfia sul punto di scoppiare, insufficienti gli psicofarmaci per tenere a freno un'immobilità prolungata: e quelle ali di pollo che non voleva nel piatto potrebbero avere acceso le fiamme della pazzia omicida. Il coltello era lì, a portata di mano. Quando i parenti sono andati via, Fabrizio Fruzzetti è rimasto solo con la madre, ma per la sua mente non era in compagnia di sua madre, non era con chi gli voleva bene. E' stato un attimo, ha afferrato il coltello e ha pugnalato mamma Cesira più volte con quel terribile fendente alla gola. Poi l'ha vegliata tutta la notte fino alle 8 quando ha chiamato i carabinieri.

La notte al Centro clinico. Dopo la notte dell'omicidio, Fabrizio Fruzzetti ha trascorso la notte all'interno del Centro clinico del carcere Don Bosco. I medici lo hanno visitato e hanno confermato la diagnosi dei colleghi dell'Asl 5: un disturbo psicotico con delirio manifesto. Una situazione patologica cronicizzata nel tempo. E Fruzzetti non può stare con altri detenuti. Si trova in isolamento ed è seguito passo dopo passo dai medici del Don Bosco. «Il nostro Centro clinico non è adatto alle malattie mentali, è una soluzione presa nell'immediato», afferma Fabio Prestopino, direttore della casa circondariale.

Prossima perizia psichiatrica. «Sarà nominato un consulente tecnico affinché valuti le condizioni di Fruzzetti», dice il pubblico ministero Antonio Giaconi. Nel caso in cui, il perito, ovvero uno psichiatra, dovesse arrivare alla conclusione che l'indagato abbia ucciso mentre non era in grado d'intendere e di volere, ma è comunque socialmente pericoloso non può essere detenuto in un carcere, ma in un ospedale psichiatrico giudiziario (Montelupo Fiorentino è il più vicino) oppure nel reparto psichiatrico di un ospedale, ma in quest'ultimo caso dovrebbe essere controllato giorno e notte dalla polizia penitenziaria. La nomina del perito potrebbe essere richiesta dal pm stesso o dal giudice e da quel momento, prima che lo psichiatra scriva la sua relazione, ci vorranno 20-25 giorni. Già questa settimana, potrebbe essere nominato il perito. Pertanto, Fabrizio Fruzzetti potrebbe restare al Centro clinico del Don Bosco per ancora un mese.

Oggi l’autopsia. Intanto, stamani il professore Paolo Di Paolo riceverà l'incarico dal pm Antonio Giaconi di svolgere l'autopsia sulla salma di Cesira Antonioli. Il medico legale ha già eseguito un esame esterno del cadavere nella casa dove è avvenuto il delitto: stamani eseguirà un esame più accurato e si saprà quante sono le coltellate che le ha sferrato il figlio.

Interrogatorio in carcere. E domani alle 10,30 ci sarà l'interrogatorio di garanzia di Fabrizio Fruzzetti alla presenza del giudice delle indagini preliminari, Guido Bufardeci, del pubblico ministero Antonio Giaconi e dell'avvocato Francesco Verdianelli, legale di Fruzzetti, il quale è stato nominato da Nicola Ruberti, nipote della vittima.

Prima dell'interrogatorio di garanzia, che dovrà confermare il fermo, l'avvocato Verdianelli incontrerà il suo assistito. «E' una storia molto articolata e finché non ho un'idea compiuta preferisco non pronunciarmi» afferma il legale il quale, come l'accusa, si è posto l'interrogativo quale possa essere l'ambiente in grado di accogliere l'omicida, il quale non è un omicida comune, ma una persona affetta da una malattia mentale riconosciuta e cronicizzata.

Francesco Verdianelli sarebbe pronto a opporsi a una custodia cautelare in carcere, ritenendo più idonea un'altra struttura che possa accogliere Fabrizio Fruzzetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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