Sicurezza
Orti sociali, verso il bando per l’affidamento
Chi li gestisce ora tratta con il Comune e propone di tornare al modello anteriore al 2010 e di puntare sull’autogestione degli spazi
Orti sociali, partono i lavori di avvicinamento al bando. L’amministrazione comunale ha messo in calendario una serie di incontri con i rappresentanti degli orti per definire insieme i dettagli del bando di assegnazione che verrà pubblicato entro dicembre. Il dialogo con gli ortolani si è aperto in seguito ad una manifestazione che aveva portato 40 di loro a presenziare durante uno degli ultimi consigli comunali. Le preoccupazioni degli ortolani vertono su vari punti e il vice sindaco Paolo Ghezzi, chiamato a rappresentare il Comune in questa vicenda, si è detto pronto a discuterli tutti per giungere ad una piattaforma condivisa.
«Abbiamo fatto una disamina – si legge in un comunicato a firma del Comitato Orti del Cep, l’unico esistente al momento – della situazione che si verrebbe a creare con il nuovo bando e siamo disposti ad aiutare l’amministrazione a riscrivere un regolamento corretto nell’interesse di tutti i cittadini. Chiediamo di verificare tutte le aree disponibili per realizzare nuovi orti sociali, dare un ordine strutturale agli orti, dotarli di quei servizi che possano renderli fruibili anche alle persone diversamente abili, organizzare corsi di agricoltura biologica».
Le richieste verranno discusse in un comitato Orti d’area che si riunirà nei prossimi giorni.
«Il Comune – dichiara lo stesso Ghezzi – vuole dialogare con i rappresentanti degli orti per creare un percorso condiviso. Siamo disponibili a riconoscere un certo periodo di tempo oltre la scadenza del bando per dare modo a chi gestisce un lotto di completare la coltura così come chi ha lavorato ad un orto e vince nuovamente il bando è giusto che tenga il suo in modo da non dover ricominciare tutto da capo. Alcuni orti verranno valutati con criteri particolari che verranno decisi insieme».
La volontà del Comune è quella di attuare il progetto, annunciato anche in campagna elettorale, di replicare l’esperienza del Cep e di costituire diversi orti sociali nei vari quartieri della città. Ogni quartiere avrebbe un comitato di gestione formato da tre membri scelti all’interno della circoscrizione, quattro rappresentanti degli ortolani e un supervisore individuato dal Comune. Le varie strutture territoriali sarebbero poi gestite da un comitato centrale che ne armonizzi le attività. Sul modello organizzativo invece le richieste degli ortolani sono più estreme: «Proponiamo – si legge nel comunicato – di tornare al modello anteriore al 2010 (quando la gestione è passata direttamente in mano al Comune, nda) e di organizzarci con un’autogestione degli spazi».
Su questo punto si cercherà una mediazione negli incontri programmati per i giorni prossimi con l’architetto Fabio Daole, responsabile del comparto verde pubblico del Comune.
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