Il dolore
Marina sott’acqua, la gente infuriata
Le situazioni più difficili in via Maiorca, Curzolari e Barbolani. «Tutta colpa delle fognature che non funzionano»
MARINA. L’acqua, all’alba di ieri, ha dapprima invaso le strade. Poi, con il passare dei minuti, ha inabissato i marciapiedi, allagando decine fra case e fondi commerciali e provocando danni per migliaia di euro. Il nubifragio che si è abbattuto sul litorale ha messo in ginocchio i ristoratori e i negozianti di Marina di Pisa. Tre le zone più colpite: le vie Barbolani, Maiorca e Curzolari. La pioggia è stata intensa come non mai, sebbene per intasare quegli scarichi fognari colabrodo ne bastasse molta meno, come raccontano gli stessi abitanti. Per arginare la bomba d’acqua i cittadini si sono organizzati alla bell’è meglio.
Alle 7.30, a locali già allagati, il muratore Alessandro Sala e il titolare della gelateria Macumba di via Maiorca, Gianni Pletchon, hanno deciso di fare da soli. Armatisi di tenaglie hanno aperto il tombino all’angolo con via Barbolani e l’acqua è pian piano defluita. L’opera, un’ora più tardi, è stata completata dalle autorità accorse sul posto.
«La nostra idea è servita a qualcosa – spiega Pletchon – ma in questi casi non basta. Servono scarichi fognari più grandi. In una contrada di cento metri gli unici si trovano agli incroci e sono insufficienti. La bomba d’acqua è stata eccezionale, ma Marina di Pisa si allaga già per una normale pioggia. Ieri l’acqua dentro la mia gelateria è arrivata a venti centimetri. Così non possiamo andare avanti: siamo tutti infuriati con il Comune».
L’agente immobiliare Stefano Fioravanti, nel suo locale di via Maiorca, ha perso un computer e altri apparecchi elettrici lasciati sul pavimento. Il parquet, essendosi bagnato, si è subito rigonfiato. «L’ho messo l’anno scorso – racconta – ma ora dovrò rifarlo».
Dall’altro lato della strada, nel supermercato Conad si camminava con gli stivali: l’acqua era alta dieci centimetri. I dipendenti e la responsabile del punto vendita, Cristina Gentili, verso le 7 stavano posizionando i prodotti sugli scaffali.
«Siamo stati sorpresi dal nubifragio – racconta Cristina – e siamo rimasti chiusi fino alle 9. In mattinata sono arrivati degli elettricisti per rimettere in funzione le casse. Abbiamo due pos rotti».
Invasa dalla pioggia anche la rosticceria Il Baronetto, all’angolo con via Barbolani. Un sospiro di sollievo l’ha invece tirato Luigi Rispo, proprietario del vicino bar Dejavu: il suo locale è rialzato rispetto al marciapiede e per questo non ha subìto danni.
«La mia auto, come molte altre, si è allagata – spiega l’imprenditore –. Le fogne non funzionano e da tempo chiediamo di rinnovarle».
«Per risolvere la situazione – spiega il vicesindaco del Comune di Pisa, Paolo Ghezzi, arrivato sul posto alle 8 – due anni fa avevamo in mente un progetto per lo scarico al porto di Marina e bisogna vedere quando sarà possibile riprenderlo in mano».
È andata meglio a Tirrenia. I problemi maggiori nelle strade interne, come via degli Ontani. Ma anche vicino Calambrone le cose non sono andate meglio. Lo sa bene Salvatore Simone, proprietario di una tabaccheria: «Verso le sei ho percorso in auto via dell’Ornello e ho avuto paura che mi entrasse dentro l’acqua, visto che arrivava all’altezza delle ginocchia. Purtroppo mancano le fogne e i pozzi a vespaio sono chiusi dall’asfalto. Ma anche se non fossero stati ostruiti, con tutta la pioggia che è caduta, penso che sarebbe cambiato poco».
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