Il Tirreno

Pisa

Uccide la madre e la veglia di notte

di Giovanni Parlato
Uccide la madre e la veglia di notte

Dopo cena l’accoltella per poi sedersi accanto al cadavere La mattina chiama i carabinieri. Soffre di disturbi mentali

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SAN GIULIANO. Ha afferrato un coltello di cucina dalla lama di venti centimetri e si è scagliato contro l'anziana madre. Più volte. Fino a quando con un fendente le ha squarciato le gola e la mamma è crollata sul pavimento col sangue che si spargeva ovunque. Il figlio, Fabrizio Fruzzetti, 54 anni, (nella foto centrale semicoperto) da lunghi anni in cura al Centro d'igiene mentale di Pisa, è rimasto in casa tutta la notte col cadavere della madre, Cesira Antonioli, 88 anni. Lui seduto in cucina e lei ai suoi piedi. Chissà cosa avrà pensato il figlio che, in alcuni momenti, diceva all’anziana donna: «Tu non sei mia madre!». E, forse, quando ha sferrato la coltellata nella sua mente malata stava uccidendo uno dei fantasmi che lo accerchiavano. Poi, al mattino, un momento di lucidità. Alle 8, l’omicida stesso telefona ai carabinieri: «Ieri sera ho ucciso mia mamma», ha detto semplicemente.

Una pattuglia dei carabinieri è andata in via Puccini 82, a Ghezzano. I militari hanno trovato il cadavere della mamma steso in cucina in un lago di sangue, mentre l'assassino appariva calmo. In cinque minuti la casa si è riempita di carabinieri, mentre sul posto giungevano il 118 e il medico legale Marco Di Paolo dell'università di Pisa.

Il quadro di quanto fosse accaduto era chiaro agli investigatori, ma non quando e perché fosse esplosa la furia omicida del figlio. Così, minuto dopo minuto, tassello dopo tassello, gli investigatori - coordinati dal sostituto procuratore Antonio Giaconi - hanno cominciato a ricostruire la storia di un difficile rapporto fra una madre e un figlio (il padre era morto qualche anno fa). Fabrizio Fruzzetti, fin da piccolo, soffriva di un grave disturbo alla vista al punto che (a parte un breve periodo di apprendista elettricista) non ha mai lavorato. E nel 1983 accusa i primi disturbi mentali. È l’inizio di un calvario per lui e per i familiari. La situazione si fa sempre più difficile fino a quando nel 1990 avviene il primo trattamento sanitario obbligatorio. «In tutto ha avuto sei trattamenti obbligatori e diversi ricoveri», dice Roberto Ruberti, marito di Ivana, la figlia della vittima.

Dopo avere ripetuto quelle poche parole dette al telefono, ai carabinieri l’assassino non ha detto nient’altro se non frasi sconnesse e senza senso. Mentre i carabinieri della compagnia e della stazione di San Giuliano cercavano di ricostruire quanto accaduto la sera prima e i militari del reparto operativo eseguivano i rilievi, il medico legale Marco Di Paolo disponeva un esame esterno del cadavere. La coltellata alla gola è stata tremenda.

Intanto, nella casa, arrivavano i parenti. La figlia della vittima, Ivana, la sera prima, insieme al marito era stato a trovare la mamma e il fratello. Fabrizio Fruzzetti era caduto dalle scale e si era fratturato una vertebra. Per questo motivo, era rimasto bloccato a letto per quasi tre settimane e ieri avrebbe dovuto indossare un busto.

L’immobilità a cui è stato sottoposto potrebbe avere alimentato la follia omicida. Fruzzetti andava spesso sulla bicicletta da corsa e quotidianamente si dedicava a questa passione. Questo periodo di sofferenza lo faceva ancora di più dipendere dall’anziana madre. Uno stato d’insofferenza che non avrebbe dato segnali preoccupanti. I parenti, tuttavia, ogni giorno visitavano madre e figlio e la figlia Ivana col marito Ruberti comprava il necessario. «Anche ieri sera avevamo portato la spesa, avevo comprato delle ali di pollo e lui si era mostrato contrariato», dice Ruberti.

Alle 20, quando i parenti lasciano la casa, Fruzzetti aveva già cenato con la madre. E prima di cena, il personale del Centro d’igiene mentale aveva fatto visita per accertarsi che Fruzzetti seguisse la cura. Poi, quando il figlio resta solo in casa con la madre, avviene l’omicidio. Domani sarà eseguita l’autopsia dell’anziana donna, mentre il figlio (accusato di omicidio volontario) sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia da parte del gip.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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