Sicurezza
Presidenza di Sat, scelta in extremis L’accordo non c’è
Oggi l’assemblea: in corsa Bottai, Pacini e l’outsider Angius Dialogo difficile tra i soci pubblici e Corporacion America
PISA. La certezza, il punto interrogativo, i dubbi di fondo. Arrivano oggi a uno snodo le vicende della Sat, la società dell’aeroporto Galilei. Il momento può definirsi storico: dall’assemblea dei soci uscirà il primo consiglio di amministrazione a maggioranza privata. D’altra parte, il magnate armeno-argentino Eduardo Eurnekian, con la sua società Corporacion America, per circa il 53% delle azioni Sat ha speso qualcosa come 70 milioni di euro. Stamani l’elezione del cda: sette saranno i rappresentanti di Corporacion e quattro quelli degli azionisti pubblici (più la Fondazione Pisa). Tra questi undici sarà nominato il nuovo presidente che prenderà il posto di Costantino Cavallaro.
Il consiglio. La certezza, riprendendo il filo iniziale del discorso, sono i componenti del cda. Salvo sorprese, i sette consiglieri designati da Corporacion sono Gina Giani (amministratore delegato di Sat), Stefano Bottai, Vasco Galgani e gli attuali rappresentanti di Eurnekian nella Sat: Martin Eurnekian, Roberto Naldi, Paolo Angius e Ana Cristina Schirinian. Per la parte locale, il Comune propone il segretario generale Angela Nobile, la Provincia Francesco Barachini, la Fondazione Cosimo Bracci Torsi, la Camera di Commercio il presidente Pierfrancesco Pacini.
Il presidente. Il punto interrogativo è sul presidente. E qui si entra nelle strategie di Sat a guida Corporacion, ma non solo. Sul piatto anche le tensioni delle scorse settimane tra privato e pubblico, soprattutto Comune e Provincia. «Nel frattempo non c’è stato molto dialogo», si sottolinea in ambienti vicini a Eurnekian. L’obiettivo della fusione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze è ciò che orienta tutto. Resta da definire, e non è poco, come e quando: a ottobre Corporacion ha preannunciato un masterplan. Allora si comincerà a discutere su basi concrete, al di là delle preoccupazioni degli uni (i soggetti pubblici) e delle rassicurazioni degli altri (il privato) sulla centralità presente e futura del Galilei nel sistema aeroportuale toscano.
Favoriti e outsider. Il nuovo presidente dovrà muoversi tra questi estremi, un po’ mediatore e un po’ timoniere. La candidatura va di conseguenza. Corporacion aveva proposto agli enti pisani di convergere su un nome di garanzia. Gli enti pisani sanno che, nel caso di fusione e dunque di una nuova società, il cda da eleggere oggi (presidente compreso) andrà azzerato. Infatti, si è parlato di presidenza e cda a termine, anche se nei prossimi mesi dovranno svolgere un ruolo delicato. «Nessun accordo sul nome», anche ieri l’indicazione era questa. Il discorso vale per Stefano Bottai, in quota Corporacion, il primo candidato emerso e bersaglio di critiche di un comunicato del gruppo Una città in Comune dal titolo “Bottai chi?”, parafrasando Renzi. Anche su Pacini nessun via libera formale. Sia Bottai che Pacini restano comunque papabili. La partita è aperta, dipenderà anche dal clima dell’assemblea dei soci. Altrimenti, per tagliare la testa al toro, le mani “argentine” si potrebbero alzare per un terzo nome. Non sarebbe quello di Naldi, che pure era circolato, ma di un outsider: Paolo Angius, 44 anni, avvocato cagliaritano, vicepresidente della Airgest Spa, la società dell’aeroporto Trapani/Birgi.
I piani. I dubbi di fondo sono quelli che pone, ad esempio, il deputato Paolo Fontanelli. E riguardano un orizzonte più lontano. «Il punto principale dell’assemblea - dice l’ex sindaco - è capire l’effettiva volontà della nuova proprietà di garantire la piena attuazione dei piani di sviluppo del Galilei e con quali investimenti aggiuntivi incrementare la logica di sistema su scala regionale. Mi auguro che la questione delle nomine non metta in secondo piano il tema essenziale delle prospettive».
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