Il dolore
Manca il numero legale, sciolta la seduta del consiglio comunale
Salta il voto su atti importanti come quello sul canone per l'occupazione di aree e spazi pubblici (Cosap) e il programma triennale dei lavori pubblici
La seduta di lunedì 28 del consiglio comunale, per la prima volta dall'inizio di questa legislatura, cominciata un anno fa, è stata sciolta prima del termine dei lavori per mancanza del numero legale. Ne è scaturita una dura polemica tra tutte le forze politiche.
"Rallentando il lavoro del consiglio - attacca le minoranze Ferdinando De Negri, capogruppo del Pd - si va contro l'interesse dei cittadini. Le forze di minoranza, uscendo strumentalmente dall'aula, hanno fatto mancare il numero legale approfittando di alcune assenze giustificate e preannunciate tra le fila della maggioranza e del ritardo di una consigliera che partecipava ad un funerale. La maggioranza avrebbe garantito il numero legale: bastava attendere pochi minuti, gestendo il consiglio con buon senso, come si è fatto tante altre volte. Così facendo - conclude De Negri - si è impedita la votazione su atti importanti come il regolamento sul canone per l'occupazione di aree e spazi pubblici (Cosap) e il programma triennale dei lavori pubblici 2014/2016".
"Da tempo - ribatte Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia-Pdl - la maggioranza non riesce a garantire il numero legale. Più volte sono saltate votazioni e atti. Il dialogo maggioranza-minoranza è assente per volontà del centrosinistra e questo ha irrigidito le parti". "Chi pensa che la forza dei numeri - aggiunge Ciccio Auletta (Unacittàincomune-Prc) - sia sufficiente per amministrare la città ha una pesante battuta d'arresto che spero possa servire in qualche modo ad una riflessione, ma ne dubito fortemente. Troppo spesso i diritti delle minoranze non sono garantiti".
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