Sì al piano strutturale ma senza soldi in cassa
Il consiglio comunale di Vecchiano approva gli indirizzi generali dell’area pisana verso i servizi comuni (salute e trasporti), però molti progetti resteranno sulla carta
VECCHIANO. Il consiglio comunale di Vecchiano ha approvato gli indirizzi generali del Piano strutturale dell’Area Pisana. Un atto che avvia la gestione comune di servizi che, oltre Vecchiano, include anche Pisa, Cascina, San Giuliano, Vicopisano e Calci.
«È un lavoro iniziato da tempo come piano strategico dell'area pisana e parte dall'idea di un'interelazione forte fra i comuni dell'area pisana e una serie di funzioni che da tempo vengono svolte insieme», spiega il sindaco Giancarlo Lunardi.
Servizi e regole comuni. Sinergie, se così le vogliamo chiamare, già avviate in alcuni settori come la Società della Salute per la sanità, la conferenza dei sindaci per l'educativo, i trasporti dove esiste un piano d'area comune in attesa della gara regionale. «Tutta una serie di funzioni - continua Lunardi - che ormai stiamo svolgendo insieme. A questi si è aggiunto il regolamento edilizio unificato, approvato da tutti i sei comuni. In pratica abbiamo dato all'area pisana delle regole comuni, salvo qualche eccezione più locale, e poi è stata cominciata la cosa più difficile e importante: un unico piano regolatore - continua il sindaco di Vecchiano -che stabilisca quale infrastrutture siano necessarie, evitare doppioni di aree industriali ed evitare quello che è successo in questi anni in cui Pisa si è specializzata nei grandi servizi e i territori dell'area si sono specializzati nella residenza».
Non ci sono soldi per la tangenziale. Quali sono questi indirizzi generali? «Prima di tutto l'indirizzo conforme alla pianificazione regionale è quello di un minor utilizzo di suolo quindi puntare su un forte recupero delle volumetrie esistenti», risponde il primo cittadino di Vecchiano che aggiunge: «Seconda questione è quella della viabilità. Ma su questo tema, si fa tanta teoria, perché per fare le strade ci vogliono i soldi, fra cui la tangenziale di nord est di San Giuliano, che è fondamentale per sgravare Pisa dal peso del traffico e per riunire il territorio più a nord con Cisanello. La tangenziale nord est va da Migliarino fino a Cisanello (60 milioni di euro). Questa è una viabilità tutta disegnata, progettata, ma, appunto mancano i soldi. Poi c'è il corridoio tirrenico. Per risolvere il problema dell'ingorgo dell'Aurelia, stiamo cercando l'accordo con la Società autostrade al fine di evitare l'attraversamento dei centri abitati».
La ricerca non si faccia solo a Pisa. Un tema che sta a cuore al sindaco Lunardi, e a cui il piano strutturale deve dare un equilibrio, è la divisione fra Pisa come luogo eletto per la ricerca e i Comuni vicini scelti come residenza. Un ruolo, quest’ultimo, riduttivo.
«Percorso già cominciato - spiega Lunardi -, per esempio con la Scuola Sant'Anna che dovrà insediarsi a San Giuliano. La ricerca pisana deve trovare nell'area pisana un punto di riferimento complessivo».
Non al comune unico. Si andrà, in futuro, verso un comune unico? «Non è questo il nostro obbiettivo. Noi siamo per rimanere sei comuni, però in una vera e propria area metropolitana. I rapporti certamente diventeranno sempre più stretti perché in Toscana ci sarà una grande area metropolitana fiorentina e il resto rischia di rimanere marginale. È iniziato il percorso del piano strutturale: c’è stato un avvio del procedimento nel 2010, c’è un coordinamento tecnico diretto da Beppe Sardu. Con l’approvazione degli indirizzi generali del piano strutturale - conclude il sindaco Giancarlo Lunardi - si consente alla struttura tecnica di lavorare al piano vero e proprio».
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