Il Tirreno

Pisa

La stazione è zona franca per kebab e minimarket

di Francesco Loi e Daniele Benvenuti
La stazione è zona franca per kebab e minimarket

Nessun blocco a nuove aperture, l’area è classificata esterna al centro storico Le associazioni dei commercianti: «Rimettere subito mano al provvedimento»

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PISA. Nel centro storico lo stop all’apertura di nuovi pub, kebab e minimarket che vendono bevande alcoliche è realtà. Vale per un anno a partire dallo scorso venerdì. Resta invece fuori dalla definizione di centro storico, e quindi dal provvedimento, l’area dopo il proliferare di queste attività è ugualmente evidente: la zona della stazione. E poiché la delibera della giunta comunale fa derivare il divieto da motivi di sostenibilità ambientale e sociale, in molti si sono posti la domanda: perché escludere la zona della stazione, dove certi problemi sono ben noti?

L’esclusione. A porre la questione è anzitutto Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa, che giudica «molto grave l’esclusione della stazione dal provvedimento restrittivo. Come sia stato possibile ignorare un quartiere simbolo come la stazione ci resta molto difficile da comprendere. In poche strade s’incrocia un’altissima concentrazione di minimarket ed esercizi di tipologia affine che arrivano alla soglia delle 50 unità».

L’incontro. L’interrogativo era stato sollevato già durante l’incontro di giovedì scorso tra l’assessore David Gay e le associazioni di categoria. «L’ordinanza prefettizia anti-alcool includeva anche la stazione, un luogo ad altissimo rischio per questi fenomeni, così come la relazione degli stessi carabinieri evidenzia», aggiunge Federica Grassini. «A maggior ragione questa dimenticanza non trova giustificazione. Da sola l’attività di controllo delle forze dell’ordine non è sufficiente».

Il retroscena. Il nodo di questa vicenda è sostanzialmente burocratico e di scadenze. L’atto della giunta, ha spiegato già nella riunione con le associazioni l’assessore Gay, si rifà alle indicazioni del documento votato dal consiglio comunale il 15 maggio scorso. Allora l’emergenza, alle porte della bella stagione, riguardava il centro storico e lì si è fermata la discussione. Il punto però è che l’area della stazione non rientra nel centro storico. Una disattenzione, superficialità forse. Ma anche l’esigenza, come chiede la legge, di limitare certi provvedimenti restrittivi ad aree precise. Un tentativo di allargare il tiro poteva essere fatto, questo però avrebbe comportato il blocco della pratica e l’esigenza di ricominciare l’iter: consiglio comunale, commissione, concertazione, giunta. Impossibile completare tutto entro il 30 agosto, data di scadenza del divieto precedente, con il rischio che dal giorno seguente tornasse possibile aprire nuove attività.

La richiesta. «A quel punto non restava che dare l’okay all’assessore per non disperdere il lavoro svolto nei mesi scorsi», rivela Giulio Garzella, responsabile Confesercenti area pisana. Un ok che è arrivato da tutte le associazioni. Ma dopo l’estate emerge già l’intenzione di provare a rivedere l’atto. La richiesta di Federica Grassini è diretta: «Rimettere mano quanto prima al provvedimento, includendo anche la stazione». Garzella: «In attesa di ricalibrare l’atto approfittiamo per monitorare la situazione». Ora in una nota il Comune annuncia: «Già dai prossimi mesi la polizia municipale verificherà gli effetti della nuova disciplina ed eventualmente proporrà le modifiche necessarie al provvedimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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