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Pisa

Route Agesci, decalogo per rispettare l’ambiente

Route Agesci, decalogo per rispettare l’ambiente

Ma un gruppo di intellettuali teme le conseguenze che il raduno avrà sull’ecosistema di San Rossore

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Sulle strade del coraggio nella città del coraggio. Potrebbe essere riassunta così la Route nazionale Agesci che dal 7 al 10 agosto porterà circa 30 mila scout nel parco di San Rossore a Pisa per costruire una “città delle tende” suddivisa in cinque quartieri, ciascuno con una zona artigianale intitolata agli “eroi” del Novecento. Ma nel villaggio si intrecceranno anche altre strade intitolate a Falcone e Borsellino, a Nelson Mandela e, spiega l'Agesci nel libretto dedicato all'evento, ad altre «persone che hanno vissuto il coraggio nella loro vita».

Ciascun quartiere della “municipalità scout” ospiterà 5-6mila abitanti: quello della Gioia avrà la piazza intitolata a San Francesco e la zona artigianale a Guido Rossa, mentre quello della Speranza dedica la sua piazza a San Giorgio e la zona artigianale a Peppino Impastato.

Quello della Responsabilità avrà piazza San Paolo e la zona artigianale dedicata ad Adriano Olivetti, quello della Fedeltà avrà il suo centro in piazza Santa Chiara e collocherà le attività produttive in un'area intitolata a Marco Biagi. Infine il quartiere della Novità avrà piazza Santa Caterina e la zona artigianale dedicata a Massimo D'Antona. Il quartiere del Servizio, invece, intitola la sua piazza a San Giovanni Paolo II.

In occasione della route, è stato preparato un decalogo rivolto agli scout per rispettare l'ambiente e le regole dell'area protetta. Il testo è stato redatto dal presidente Fabrizio Manfredi e dal direttore del Parco Andrea Gennai ed esorta i partecipanti a onorare prima di tutto «la sesta regola della Legge Scout sulla natura facendo leva soprattutto sul buon senso, l'amore e il rispetto verso l'ambiente».

Tra le dieci regole imposte agli scout vi sono il divieto di accendere fuochi, ma anche il suggerimento di non abbandonare i campi a loro assegnati per evitare di spingersi in zone in cui l'accesso è vietato, così come si invitano a non usare il bosco come toilette e a non fare troppo rumore per non disturbare la fauna presente nel parco. Una sorta di bon ton ambientalista che, però, non ha rassicurato la fitta schiera di intellettuali e ambientalisti che da settimane contestano la scelta di far svolgere la route proprio nel parco di San Rossore.

Tra loro Salvatore Settis, Adriano Prosperi e Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia e “padre” dell'ambientalismo italiano che nella mailing list di chi contesta la route oggi ha sentenziato: «Se è vero - riferendosi all'opuscolo informativo redatto dagli organizzatori - che la manifestazione sfiorerà anche il preziosissimo Bosco di San Bartolomeo e l'altrettanto unico bosco igrofilo, penso che si sarà toccato il fondo. Disperati saluti, Fulco Pratesi».

E dallo stesso gruppo nasce la proposta di realizzare un libro bianco che raccolga l'intera documentazione che ha portato all'organizzazione dell'evento: documenti, mail, dichiarazioni di appoggio e fotografie dello stato dei luoghi.

Nella foto di repertorio un raduno di scout.

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