La manifestazione
Stop a pub e kebab nuove aperture vietate per un anno
Pronto l’atto della giunta: il blocco attuale scade ad agosto Individuate ampie zone a Tramontana e Mezzogiorno
PISA. Stop per un anno. Tutto pronto per mettere nero su bianco, con una delibera della giunta comunale, il divieto all’apertura di nuovi esercizi di somministrazione o di negozi che vendono bevande alcoliche (compreso il trasferimento di attività già in esercizio) all’interno del centro storico. In poche parle, pub, kebab e minimarket. Ieri pomeriggio la bozza a firma dell’assessore David Gay è stata sottoposta all’esame delle associazioni di categoria dopo che mercoledì era approdata in commissione. Ora si attende l’approvazione della giunta per rendere l’atto immediatamente esecutivo.
Divieto di un anno. La delibera che verrà approvata segue la norma stralcio del 15 maggio scorso attualmente in vigore. Norma che bloccava già le nuove aperture in tutto il centro storico, fissando il termine massimo del 31 agosto entro il quale doveva essere varata la nuova delibera. Evidente, quindi, che non ci sarà alcun “vuoto” tra i due atti; la giunta delibererà in questi giorni e il divieto scatterà per un anno dalla data della firma.
Dove scatta il blocco. Rispetto alla precedente norma stralcio, la nuova delibera individua zone ben precise dove far valere il divieto. Sono le zone maggiormente appesantite dal numero di locali presenti e quindi dagli effetti negativi della movida. A Tramontana il blocco interesserà tutta l’area delimitata dalle seguenti strade: via Curtatone e Montanara, via San Frediano, piazza dei Cavalieri, via Consoli del Mare, via Canto Del Nicchio, via Andrea Vacca Berlinghieri, via San Lorenzo, via Sant’Andrea, lungarno Mediceo (dallo sbocco di via Sant’Andrea a piazza Garibaldi) e lungarno Pacinotti (da piazza Garibaldi fino allo sbocco di via Curtatone e Montanara). A Mezzogiono invece il perimetro del blocco è fissato da via Mazzini, via La Nunziatina, via San Bernardo, via degli Albiani, via San Martino, piazza Clari, piazza San Sepolcro, lungarno Galiliei e lungarno Gambacorti. All’interno di queste due “zone rosse” ricadono le aree centrali della movida come piazza delle Vettovaglie, via San Francesco, piazza Gambacorti ed i lungarni.
Ragioni del provvedimento. La delibera spiega in maniera dettagliata i presupposti che hanno portato l’amministrazione comunale a seguire la strada drastica del blocco delle licenze, dopo una verifica da parte delle forze dell’ordine. «Ai fini dell’adozione della suddetta deliberazione – si legge - occorre verificare nel centro storico la presenza di effettive ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità che rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo, in particolare per il consumo di alcolici, e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità, nonché al fine di tutelare la salute, i lavoratori, l’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, i beni culturali. I presupporti per l’istituzione del divieto temporaneo, recita ancora la delibera, si fondano «sui contenuti espressi nelle relazioni istruttorie ricevute dal comando provinciale dei carabinieri, dalla questura e dal comando della polizia municipale».
Le associazioni. «Di fronte all’impossibilità di porre un argine alla liberalizzazione selvaggia - è il commento della Confesercenti - il blocco, seppur temporaneo, è sicuramente positivo. Una volta che il provvedimento del Comune di Torino aveva ricevuto il via libera del Tar (dopo un ricorso bocciato da parte di un imprenditore, ndr) abbiamo sollecitato Palazzo Gambacorti a seguire quella strada».
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