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Pisa

Putignano diviso dal sottopasso «Non risolve nulla»

Putignano diviso dal sottopasso «Non risolve nulla»

L’infrastruttura sposta il baricentro della vita del quartiere I cittadini: «Saremo costretti ad allungare i percorsi»

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PISA. Putignano divisa dalla ferrovia, dal sottopasso e sul sottopasso. Il primo confine (la linea Pisa – Firenze) è noto da tempo; ma la svolta del sottopasso (sarà pronto in tre anni) ne ha creati altri due, uno fisico e uno psicologico: infatti il nuovo passaggio pedonale, ciclabile e carrabile sposta il baricentro del quartiere di 250 metri e quindi crea nuove barriere e nuove divisioni. È quanto emerge da una passeggiata svolta di mattina nei dintorni dell’attuale passaggio a livello: c’è chi è d’accordo, chi contrario e chi pone problemi inediti. La sensazione in generale è un ok al sottopasso se esso è un’opzione in più; ma se diventa l’unica, non deve essere troppo lontano dall’attuale via di comunicazione. L’idea di un muro al posto del passaggio a livello lascia perplessi, perché non dà alternative (leggi: se è chiuso e hai fretta, non puoi attraversare a tuo rischio la ferrovia).

Il commento più disincantato è quello di una signora seduta nel parco giochi per bambini, Lucia Isola: «Speriamo che questa volta sia vero! Sono qui da sette anni, ma gli anziani mi hanno detto che se ne parla da generazioni». Poi entra nel merito: «Ritengo il sottopasso positivo; Putignano resta comunque divisa in due, ma almeno non aspetteremo più le mezz’ore a quel passaggio a livello». La donna si pone un problema di coerenza come mamma: «Quando lo trovi chiuso e devi portare i figli a scuola, o fai ritardo o sei costretta a passarci sotto, rinnegando tutte le volte che hai insegnato loro che quella cosa è vietata e pericolosa».

Col nuovo sottopasso, al massimo ci sarà da aspettare il tempo di un semaforo: il senso unico alternato per le auto sarà regolato dalle luci verde e rossa. Giulietta Bellini, altra favorevole al progetto, allora implicitamente fa notare che visto che si spendono soldi (circa 2 milioni, 900mila dei quali provenienti dalle Ferrovie dello Stato), si poteva fare a doppio senso. Le sue parole: «Meglio il sottopasso che i treni, passano ogni due per tre». E subito dopo, riferendosi al senso unico alternato: «Mi sembrava troppo, c’è sempre qualcosa sotto», accompagnato da un sorriso.

Veniamo ai contrari; Francesco Rotundo vuole sapere con esattezza quali saranno gli appezzamenti espropriati: «Se i lavori si fanno nelle vicinanze del parco per i bimbi, il progetto è assurdo, perché per risolvere un problema ne creano un altro». I lavori consisteranno nella realizzazione di una vera e propria strada, lunga quasi un chilometro, che congiungerà proprio via delle Bocchette a via Ximenes. Il tracciato ora individuato non corrisponde alle previsioni urbanistiche di due anni fa. Il progetto dovrà quindi essere pubblicato e scatteranno a quel punto sessanta giorni per le osservazioni.

L’incertezza sulla posizione dell’opera alimenta i timori: «Anche pochi metri fanno una grande differenza», commentano i curiosi che assistono alla nostra chiacchierata. Mentre la barista del circolo riferimento del quartiere non vuole esporsi in prima persona, ma giura che «tutti dicono che Putignano si divide col sottopasso e che anche qui al circolino diminuiranno le persone». Eppure c’è un argomento che mette tutti d’accordo: basta provare a chiedere ai putignanesi cosa pensano del passaggio a livello. Rita Di Desiderio, arriva addirittura a una professione d’odio: «Non lo sopporto più, è sempre chiuso; se lo eliminano sono disposta a fare più strada a piedi».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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