La manifestazione
Cittadella universitaria al S. Chiara
La propone il presidente dell’Unione Inquilini: così evitiamo rischi di speculazione
PISA. Un progetto alternativo per l’area dell’(ex) ospedale Santa Chiara, ovvero trasformarla in cittadella universitaria per evitare rischi di speculazione.
A lanciare l’idea è Virgilio Barachini, presidente dell’Unione Inquilini di Pisa, il quale ha presentato la proposta all’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito (Pd).
«Un anno fa il 23 luglio del 2013 - spiega Barachini - la giunta comunale ha approvato il Piano di recupero dell’area che sarà dismessa dell’ospedale di Santa Chiara, piano che prevede la vendita a privati dei 21 edifici di proprietà dell’Azienda ospedaliera (per finanziare parzialmente la costruzione dell’ospedale di Cisanello), cambiando la destinazione d’uso in commerciale, residenziale e turistica, con conseguente inevitabile rischio speculativo, come hanno evidenziato anche Legambiente e Progetto Rebeldia. Questa operazione, che ha avuto inizio nel 2005, ora si sta concludendo con la pubblicazione del bando di gara per terminare la costruzione dell’ospedale di Cisanello (i progetti devono essere presentati entro ottobre prossimo), al quale è strettamente collegata la privatizzazione (che dovrebbe garantire un’entrata di circa 122 milioni di euro) e l’utilizzo dell’area dismessa del Santa Chiara, in rispetto del progetto presentato nel 2007 dall’architetto Chipperfield».
Secondo Barachini, «per cercare di evitare nuove speculazioni ritengo sia necessario proporre un progetto alternativo per l’area in questione prima che i giochi siano conclusi. La proposta è quella di utilizzare l’intera area e la maggior parte degli attuali immobili del Santa Chiara come “cittadella universitaria”, da estendere alla maggior parte del quartiere di Santa Maria, dove già oggi si trovano la maggior parte dei dipartimenti e altre strutture universitarie, in considerazione che al momento l’Università di Pisa opera su una miriade di sedi sparpagliate sul territorio».
Il presidente dell’Unione Inquilini ricorda che «gli oltre 51.000 studenti universitari iscritti (dei quali circa 20.000 fuori sede) non hanno adeguate aule e luoghi di studio, oltre che posti letto, di soggiorno e svago. Infatti l’Università di Pisa è strutturata su 20 dipartimenti, 38 scuole di specializzazione, 17 biblioteche, 13 collezioni (senza contare gli uffici amministrativi) disperse sul territorio del Comune di Pisa (e in minima parte a Calci e Livorno)».
«La proposta che ho fatto all’assessore all’Urbanistica - sottolinea Barachini - è quella che l’Azienda ospedaliera giri all’Università di Pisa tutti gli immobili e l’area dell’ex Santa Chiara, ricevendo in cambio le sedi di proprietà dell’Università non ubicate nel quartiere di Santa Maria, sedi che potrebbero essere vendute a privati per aiutare il finanziamento per terminare la costruzione dell’ospedale di Cisanello».
«In tal modo - conclude Barachini rivolgendosi all’assessore Zambito - si manterrebbe l’utilizzo sociale dell’area (convertita da ospedaliera a universitaria); la si aprirebbe al rapporto tra cittadini residenti, studenti e turisti, evitando la privatizzazione dell’area e quindi la possibile speculazione immobiliare. L’intento sarebbe quello di estendere la cittadella universitaria anche alle limitrofe aree dei dipartimenti d’Ingegneria, Chimica, Farmacia, Biologia, Scienze della Terra, Orto botanico, Museo degli strumenti per il calcolo; e di utilizzare la caserma Artale come casa dello studente. Chiedo troppo? ».
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