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Pisa

Market etnici nel mirino di Confcommercio

Market etnici nel mirino di Confcommercio

Mentre Confesercenti attacca la politica della Siae: la tariffazione è obsoleta e va rivista

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PISA. «Negli ultimi tre anni i minimarket etnici hanno invaso la città praticando una concorrenza sleale alle altre attività commerciali e proliferando in modo controllato». Lo ha denunciato il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli (nella foto), intervenendo in diretta alla trasmissione di Radio Rai “Laradioneparla”. «Solo nella zona della stazione - ha detto Pieragnoli - se ne contano 48, con un impatto sull'identità e sul profilo dei quartieri davvero devastante». in una nota dell'associazione dei commercianti si precisa anche che Pieragnoli ha sottolineato soprattutto l'aspetto della «concorrenza sleale» perché, ha detto, i minimarket «da un lato approfittano delle liberalizzazioni selvagge che esistono solo in Italia, dall'altro applicano una politica dei prezzi stracciati che mette completamente fuori mercato le tradizionali attività commerciali». Inoltre «contrariamente alle attività regolari, su cui grava il 68% di tassazione, che rispettano le normative sull'igiene, la sicurezza e la regolarità contributiva dei dipendenti, i minimarket operano in una zona grigia in cui molti adempimenti non sono ottemperati».

Pieragnoli ha anche citato alcune irreglarità eclatanti di questi esercizi gestiti per lo più da asiatici (cinesi, indiani bengalesi): «Non rispettano gli orari di apertura e chiusura, né il massimo delle ore di apertura consentite durante una giornata e violando sistematicamente i limiti di orari previsti per la vendita di alcolici».

Se Confcommercio attacca i minimarket etcnici, Confesercenti ce l’ha con la Siae: «Per un bar o un pubblico esercizio in generale, pensare di organizzare un piccolo intrattenimento musicale o semplicemente allietare i clienti con musica di sottofondo sta diventando un calvario». Questo la sintesi di quanto la Fiepet (il sindacato pubblici esercizi della Confesercenti) ha spiegato in occasione dell'incontro con i dirigenti nazionali della Siae. «Il diffuso malcontento nella categoria - spiega Dario De Nigris, presidente dei pubblici esercizi pisani della Confesercenti - riguarda il sistema della raccolta dei diritti d'autore: la tariffazione è poco chiara ed il rapporto con gli uffici territoriali Siae è vissuto come una complicazione burocratica per la procedure troppo macchinose. In questo momento anche la vecchia tariffazione è ritenuta obsoleta e da rivedere. Inoltre sempre più attività organizzano intrattenimento dal vivo, come servizio gratuito ed accessorio, e quindi fare in modo di facilitare ed incoraggiare queste attività. Così come per la musica d'ambiente; non è più pensabile che siano il numero degli altoparlanti a determinare la tariffa ed una possibile penale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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