Il Tirreno

Pisa

Individuati gli aggressori del tassista rapinato

di Pietro Barghigiani

Mancano gli ultimi riscontri prima di procedere con denunce o misure cautelari La vittima è stata sentita di nuovo in questura per l’identikit finale dei banditi

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sono stati individuati, ma servono ulteriori riscontri per adottare eventuali misure cautelari, i quattro protagonisti dell’aggressione ai danni del tassista di Ghezzano.

Gli elementi raccolti dalla squadra mobile, anche con l’ausilio delle telecamere in centro e alla stazione, hanno portato gli investigatori a seguire una pista ben precisa che da martedì mattina viene battuta con profitto. La polizia ieri pomeriggio ha sentito di nuovo il tassista percosso chiedendogli dettagli sulle caratteristiche fisiche e sul modo di parlare dei suoi aguzzini. Le mosse sullo scacchiere delle indagini sono ormai a un passo dalla conclusione sotto la guida del sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni.

Balordi locali. Aver preso il taxi in piazza della Stazione alle 3,10 nella notte tra lunedì e martedì e averlo abbandonato dopo qualche ora in pieno centro, in via Coccapani, fa supporre che i quattro giovani siano di Pisa o di qualche comune vicino. Non si tratta di banditi professionisti. Da quello che sta emergendo dalle indagini e per come si sono mossi i tre giovani e la ragazza, pare più plausibile uno scenario in cui un gruppetto di teppistelli abbia deciso di fare un’azione eclatante. Più per il gesto che per le reali volontà di mettere insieme un bottino di qualche centinaio di euro. Una bravata con un tasso di violenza gratuito e sproporzionato rispetto alll’obiettivo che poteva essere raggiunto senza picchiare con il casco il conducente del taxi. E anche la minaccia con il coltello alla gola sembra più un corredo di chi vuole giocare a fare il criminale contro un 65enne inerme che ai banditi ha detto subito: «Prendete quello che volete, ma lasciatemi stare. Ho una famiglia da mantenere».

Portafogli. Dopo il ritrovamento, martedì alle 15, dell’auto di Franco Tinagli, una Ford Focus, in via Coccapani, dietro gli uffici giudiziari, ieri mattina, in piazza D’Ancona, è stato rinvenuto anche il portafogli del tassista. Lo ha trovato un muratore che lavora in un cantiere nei paraggi. Non è andato in questura. Ha preso il portafogli e lo ha portato in un bar vicino. «La sorte ha voluto che in questo bar lavorasse una persona che conosce un tassista – racconta Tinagli –. Lo ha chiamato e gli ha detto che il portafogli era il mio. Dentro c’era solo la tessera sanitaria. Carte di credito e bancomat spariti».

L’incontro con il sindaco. In mattinata Tinagli, accompagnato da Maurizio Bandecchi della Cna e Claudio Sbrana della Cotapi, è stato ricevuto dal sindaco, Marco Filippeschi. Oltre alla solidarietà e alla vicinanza dell’amministrazione per l’episodio che colpisce più per la violenza in sé che per l’entità del bottino, Filippeschi ha affrontato anche l’argomento della sicurezza. «Abbiamo parlato di come migliorare il nostro lavoro per renderlo più sicuro – prosegue il tassista –. Servirebbero più luci nella zona dove stiamo con le auto, le videocamere negli abitacoli e anche più passaggi delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne». Filippeschi ha assicurato che proseguiranno «le nostre pressioni sulle ferrovie perché la Polfer possa avere uno sportello che si affaccia anche su Piazza della Stazione e anche per il potenziamento dell'illuminazione pubblica nella zona della pensilina di attesa di clienti e tassisti". I due temi sono stati discussi anche nel Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di oggi e saranno presto al centro di una riunione ad hoc in cui saranno convocati anche i rappresentanti di Ferrovie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Calcio

Serie D, l’ottava meraviglia della Pistoiese arriva nel recupero, cadono due big nel girone E – I risultati e le classifiche

di Alessandro Lazzerini