Il Tirreno

Pisa

«Stop alle corse di notte»

«Stop alle corse di notte»

La rabbia dei colleghi e l’ipotesi di videocamere sulle auto

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PISA. Niente più corse notturne. È questa la risposta che Maurizio Rafaniello, rappresentante dei tassisti pisani, intende attuare fino a quando non verrà di nuovo garantita la sicurezza.

«La misura è colma – afferma Rafaniello – e noi non vogliamo più rischiare. Così all’una e mezzo, quando arriva l’ultimo treno, parte anche l’ultimo taxi. Siamo in 75 a Pisa, questo vuol dire che ci sono 75 famiglie che non dormono tranquille la notte».

Il caso è scoppiato con l’aggressione al collega Franco Tinagli, ma si capisce che il disagio montava da tempo. «In questa città ci sono grandissime lacune in fatto di sicurezza – continua Rafaniello – noi lo diciamo da tempo ma nessuno ci ascolta: la notte noi siamo gli unici in giro, potremmo dare una grossa mano alle forze dell’ordine eppure non ci hanno mai chiesto un parere». La soluzione più immediata è già stata individuata ed è affidata alla tecnologia. «È un sistema molto semplice: una video camera su ogni taxi che fotografa i clienti – prosegue –. Le immagini vengono conservate in un server centrale solo per 24 ore, poi vengono cancellate. Ma è un investimento costoso, noi chiediamo che ci venga data una mano per poter fare il nostro lavoro in sicurezza». A chi ribatte che un tale sistema comporterebbe dubbi legati alla privacy dei passeggeri, Rafaniello risponde: «Non dico a New York, ma a Firenze e Roma lo hanno già. Poi sarebbe un modo di aiutare la polizia nel tracciare gli spostamenti di persone pericolose». Samuele Quattrocchi ha già vissuto un’esperienza come l’amico Tinagli: «Tre anni fa, a Tirrenia. Ma il mio caso non è il solo: un collega la notte di capodanno ha evitato una coltellata per un pelo da parte di un tunisino. La notte è pericolosa e possono dire quello che vogliono ma la stazione lo è di più. Il presidio notturno in quella piazza alla fine lo facciamo noi e non va bene». C’è anche chi è scampato all’aggressione per un vezzo del fato: «Dovevo essere io di turno – racconta Robert Bernardini – poi ho cambiato per motivi personali. La verità è che ci sono cose che sanno tutti e nessuno fa niente: che nei minimarket vicino alla stazione vendono vino a prezzo stracciato non è una novità come non lo è il fatto che questo attira ogni genere di balordi che bivaccano là. E noi a pochi metri dovremmo accogliere turisti. Non ricordo quando è stato che una donna sola ha preso il taxi alla stazione. Queste sono le condizioni nelle quali lavoriamo. Noi facciamo già una selezione – conclude il tassista – e spesso preferiamo perdere la corsa che rischiare la vita, ma quando sono insospettabili, che possiamo fare?»

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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