Il Tirreno

Pisa

Date un voto al pronto soccorso

di Stefano Taglione

Tre ragazze armate di tablet chiedono ai pazienti una pagella sui servizi

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Tre ragazze, due tablet e otto domande da porre ai pazienti. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, dopo le brutte pagelle sul pronto soccorso redatte dal Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna, ha deciso di autovalutarsi per capire come migliorare il proprio sistema sanitario. Da lunedì, infatti, nella sala d’aspetto del Dea di Cisanello ci sono tre studentesse che nel 2013 hanno partecipato al bando per il servizio civile regionale: Annalisa Ponti, Liudmyla Voinalovych e Sonia Touri. Spetta alle tre giovani volontarie sottoporre le otto domande ai pazienti che escono dall’area triage dell’ospedale pisano.

I quesiti sono alcuni di quelli alla base dell’indagine del Mes, decisivi ai fini della pessima classifica di Cisanello nell’ambito dell’emergenza-urgenza regionale. Il questionario prende in esame la disponibilità e l’umanità del personale, la soddisfazione in merito ai tempi di attesa, la cortesia e la capacità di lavorare in squadra di medici e infermieri, la chiarezza delle informazioni fornite dai sanitari e la qualità dell’assistenza. Finora i pazienti intervistati – circa una decina nei primi due giorni di operatività – hanno risposto positivamente a tutte le domande. Segno che con il nuovo piano attuato dal direttore generale Carlo Tomassini, d’intesa con i rappresentanti delle categorie, la situazione del pronto soccorso pisano sembra migliorata.

Dopo l’avvio delle prime assunzioni di dieci infermieri e tre medici (e la riorganizzazione degli spazi interni) siamo tornati nelle sale d’aspetto. L’affollamento nell’area dell’accettazione – passato l’ultimatum di quindici giorni dato dal governatore Rossi – era già diminuito. I pazienti sdraiati sulle barelle ammassate ai lati dei corridoi del triage erano meno numerosi, visto che l’Aoup ha creato 22 nuovi posti letto negli ex reparti di geriatria e medicina 1, proprio per ricoverare i pazienti dimessi dal pronto soccorso (prima aspettavano proprio nei locali del Dea).

Ora, con le testimonianze di chi è stato assistito da medici, infermieri e operatori socio-sanitari, l’obiettivo è mettere a punto gli ultimi dettagli. Ogni notte, infatti, il sistema informatico dell’ospedale scarica i dati raccolti dai volontari muniti di tablet, rendendone possibile l’elaborazione telematica per interpretarli e comprenderne il significato. I pazienti possono rispondere esprimendo il proprio grado di soddisfazione con un intervallo numerico da 1 a 5 (il giudizio minimo e quello massimo). Le tre ragazze che collaborano con l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana sono parte di un team di dieci persone che aiutano medici e infermieri ad accogliere i pazienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa