La manifestazione
Contributi a lavoratori in difficoltà
PISA. Dal 1° agosto entreranno in vigore i nuovi orari dello sportello della Società della Salute a cui si possono rivolgere i residenti di Pisa, Calci, Vicopisano e Fauglia per chiedere i contributi...
PISA. Dal 1° agosto entreranno in vigore i nuovi orari dello sportello della Società della Salute a cui si possono rivolgere i residenti di Pisa, Calci, Vicopisano e Fauglia per chiedere i contributi in favore di famiglie e lavoratori in difficoltà. Lo sportello osserverà il seguente orario: martedì dalle 14.30 alle 16 e giovedì dalle 9 alle 11. Per informazioni si può telefonare, il lunedì e mercoledì dalle 12 alle 13, al numero 050-954015. Dal 14 al 22 agosto compresi, l'ufficio resterà chiuso. I residenti degli altri Comuni dell'area pisana (Crespina-Lorenzana, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano) potranno rivolgersi agli sportelli dedicati nei loro Comuni di residenza.
I contributi sono destinati ai figli nuovi nati, adottati o collocati in affidamento preadottivo; alle famiglie numerose con almeno quattro figli e a quelle con figlio disabile.
I contributi ammontano a 700 euro una tantum e sono concessi dal Comune di residenza in base all'Isee (che deve essere inferiore a 24.000 euro), mentre la Regione si occupa dell'erogazione.
Secondo i dati ufficiali della Società della Salute pisana, da giugno sono state raccolte 170 domande, di cui 31 erano giacenti negli uffici comunali.
Dall'ufficio Affari Sociali del Comune di Pisa, che fino a giugno valutava le domande, si apprende che gli utenti hanno riscontrato alcuni disagi.
«Ho raccolto e valutato circa 450 domande per l'anno 2013 - spiega Chiara Di Domenico, responsabile delle pratiche da ottobre 2013 fino allo scorso gennaio - Poi a dicembre 2013 una delibera della giunta ha affidato questo compito alla Società della Salute, che però ha attivato lo sportello solo a giugno. Per più di quattro mesi il servizio è stato inattivo, suscitando le proteste di molti. Ero sola ad occuparmi di queste richieste. Ma la priorità era quella di fornire un servizio essenziale a famiglie in difficoltà». (s.b.)
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