Il Tirreno

Pisa

Allagamenti a Filettole la protesta della gente

di Monia Badalamenti

Notte insonne per molte famiglie, via Marconi si è trasformata in un torrente Il Comitato degli alluvionati: «Occorre costruire una vasca di decantazione»

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FILETTOLE. Notte insonne per molti abitanti di Filettole che tra lunedì e martedì scorsi hanno fronteggiato le piogge improvvise e abbondanti entrate fin dentro le abitazioni. L’apice del disagio e della violenza delle acque piovane è stato raggiunto tra l’1 e 30 e le 2 del mattino, quando soprattutto via Marconi, una delle principali del paese, è tornata ad essere un fiume in piena.

La gente del posto si è spaventata, pensando di dover rivivere momenti di ansia già purtroppo conosciuti. Molti coloro i quali si sono ritrovati a passare fuori casa qualche ora nel cuore della notte. Per fortuna alle 3 del mattino le piogge hanno cessato e lentamente le preoccupazioni e il disordine si sono ridimensionati, tutto è iniziato a tornare ai ritmi normali della vita di tutti i giorni.

Insomma una vecchia storia ormai, a cui però i filettolini non hanno nessuna voglia di abituarsi. Già nel novembre 2013 e nel febbraio scorso la frazione vecchianese più distante del territorio procedendo verso Lucca, è stata colpita da allagamenti e forti disagi, tanto che a febbraio 2014 si è costituito quasi spontaneamente, per la notevole partecipazione cittadina, il Caf, comitato alluvionati di Filettole. Un comitato molto attivo che ha già incontrato due volte il sindaco Giancarlo Lunardi di Vecchiano.

«Siamo sgomenti – afferma senza remore il portavoce del comitato l’avvocato Daniele Bianchi - dopo solo sei mesi dall’ultimo episodio ci ritroviamo al punto di partenza».

Punti critici del quadro idrogeologico poco rassicurante di Filettole (secondo quanto ha verificato anche uno studio finanziato dalla Regione Toscana sulla zona) sono due: l’incrocio tra via Dell’albero e via Marconi; via Della Pieve. Su quest’ultima sono situate anche delle scuole.

«Siamo sempre stati collaborativi con le istituzioni a cui abbiamo chiesto attenzione, e siamo apolitici – spiega Bianchi – ma i cittadini non possono aspettare i tempi burocratici perché si attuino gli interventi continuando a fronteggiare il disagio da soli, quindi come comitato passeremo quasi sicuramente agli esposti alla Procura e alla Corte dei Conti».

Il portavoce del comitato sottolinea la collaborazione del sindaco di Vecchiano ad incontrare i cittadini, «ma – osserva - finora solo parole».

La situazione di Filettole grazie all’impegno e all’interesse del comitato e dell’amministrazione comunale è stata inserita tra le priorità del Piano Difesa del Territorio della Regione Toscana, che ha quantificato l’intervento a Filettole in circa 20 milioni di euro, una cifra esorbitante e di cui non è sicura la disponibilità fino almeno al 2015.

«Secondo gli accordi, però – afferma ancora Bianchi – il primo intervento doveva essere quello dell’installazione della vasca di decantazione, che avrebbe intanto risolto il problema arginando le acque che scendono dal monte con i detriti pericolosi».

Intanto durante la notte, nelle ore critiche, chi era a lavorare e dare una mano ai cittadini, secondo quanto raccontano dal comitato erano solo gli operai del Consorzio di Bonifica. E proprio dal Consorzio, secondo il sindaco Lunardi, in Comune attendono il progetto della vasca di decantazione. «Un intervento di urgenza – sottolinea Lunardi - chiesto dall’amministrazione con uno stralcio sui finanziamenti regionali attesi e concordati per il progetto più importante».

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