Sicurezza
«Troppi ostacoli all’Università per gli stranieri»
PISA. «Il percorso degli studenti stranieri, comunitari e non, all'università di Pisa, nonostante siano in numero crescente da anni, continua a essere irto di ostacoli anche insormontabili». Lo...
PISA. «Il percorso degli studenti stranieri, comunitari e non, all'università di Pisa, nonostante siano in numero crescente da anni, continua a essere irto di ostacoli anche insormontabili».
Lo denunciano in una nota congiunta l'organizzazione studentesca Sinistra Per e l'associazione Africa Insieme segnalando che «è diventato particolarmente difficile per gli studenti non comunitari accedere ai benefici del Dsu, borse di studio, posti letto in alloggi studenteschi e altro». Determinate categorie, aggiungono, «che meriterebbero attenzioni particolari, come i richiedenti asilo, continuano a scontrarsi contro la sordità nei loro confronti della Regione: l'assessorato regionale al Diritto allo Studio ha infatti respinto la nostra richiesta di contemplare queste figure tra i beneficiari del Dsu e abbiamo riscontrato un crescendo di difficoltà burocratiche, logistiche ed economiche a carico degli studenti non comunitari nel presentare la documentazione necessaria per richiedere la borsa di studio, perché i documenti che attestano la condizione familiare ed economico-patrimoniale devono essere validati dalle ambasciate italiane nei Paesi degli studenti, che si scontrano così con la lentezza delle nostre ambasciate, ma anche con la difficoltà a contattarle e raggiungerle, nonché con gli ingenti costi dei loro servizi».
Secondo Sinistra Per e Africa Insieme «la missione del Dsu toscano'' deve essere quella di livellare le condizioni di disparità economica e sociale tra gli studenti, ponendosi come strumento di welfare universale che garantisca diritti ed eroghi servizi a supporto dei meno abbienti nel loro percorso formativo» e perciò l'azienda «dovrebbe farsi promotrice di integrazione, riconoscendo una risorsa - e non un problema - negli studenti stranieri che vengono a studiare in Toscana».
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