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Pisa

«Mi facevano pure i complimenti»

«Mi facevano pure i complimenti»

Lo sfogo amaro di una delle persone non confermate dal colosso svedese

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PISA. Dai complimenti al licenziamento. Tutto in poco meno di 2 mesi. Tanto è durata l'esperienza lavorativa di 4 dei 26 dipendenti (di cui 13 neoassunti ed il resto proveniente da altri negozi) del punto vendita pisano di H&M. Tra le centinaia di persone - lavoratori e curiosi - che lo scorso 5 giugno hanno affollato Corso Italia per una festa collettiva in occasione dell'inaugurazione dello store di abbigliamento, c'erano tanti ragazzi che hanno visto nella multinazionale svedese il miraggio di un lavoro più o meno stabile. La festa, per loro, è rimasta solo un lontano ricordo e il sogno di un lavoro infranto da una lettera che, in poche parole e senza alcuna motivazione, annuncia il licenziamento. «Pochi giorni fa – racconta una delle dipendenti di H&M licenziata, che chiede l'anonimato – mi è stata consegnata la lettera di licenziamento che annuncia la fine del rapporto lavorativo con effetto immediato e senza alcuna motivazione».

La stessa sorte è toccata ad altri 3 dei 13 neoassunti, di cui due part-time, quattro full-time (tutti inquadrati con un contratto di 6 mesi e con 60 giorni di prova), ed il resto job on call (contratto di lavoro a chiamata). Prima di entrare nel negozio di Corso Italia, i dipendenti neoassunti hanno sostenuto anche un corso di formazione, iniziato il 12 maggio a Firenze. Poi la fase di allestimento dello store pisano. «Abbiamo lavorato 8 ore al giorno per prepararlo», ricorda l'ex dipendente. Dopo meno di due mesi, l'epilogo del rapporto di lavoro. «Non c'era alcun segnale di crisi: il negozio va bene e ci facevano sempre i complimenti – continua la lavoratrice licenziata –. Ero tra quelle che incassavano sempre elogi». La buona condotta in certi casi però non basta. «Ci hanno licenziato – conclude l'ex dipendente di H&M - e nel frattempo hanno assunto nuovi dipendenti, di cui tre job on call». Come in una roulette russa, i lavoratori sopravvissuti attendono quindi un altro licenziamento.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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