Il Tirreno

Pisa

A cavallo dell’Arno il nuovo museo sulla storia cittadina

Una parte sarà nel fortilizio della Cittadella in fase di recupero per l’altra il Comune chiede alla Provincia l’edificio del Sostegno

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PISA. Un museo diviso dal fiume. Caso più unico che raro. È l’obiettivo del Comune per il nuovo museo civico. Una parte, sulla sponda destra dell’Arno, è definita: la sede saranno la Torre Guelfa e il fortilizio della Cittadella. La seconda parte, esattamente sull’altra sponda, deve ancora entrare nel patrimonio di Palazzo Gambacorti: si tratta dell’edificio del Sostegno, di fronte a piazza San Paolo a Ripa d’Arno, di proprietà della Provincia. Ora i locali ospitano uffici del Servizio difesa del suolo.

Il cantiere. L’idea è proprio questa: le due rive dell’Arno unite idealmente, con la storia di Pisa a fare da ponte (mentre il ponte vero di collegamento c’è già, ed è quello della Cittadella). Nonostante le difficoltà legate al patto di stabilità, i lavori di recupero e ammodernamento della Torre Guelfa e del fortilizio, tredicesimo e ultimo dei progetti Piuss avviati, stanno procedendo (per un investimento di circa 700mila euro). Tanto che sono già stati ordinati ascensore e scala interna che agevoleranno la visita alla struttura quattrocentesca. «Nella peggiore delle ipotesi, dopo qualche ritardo - precisa l’assessore comunale ai lavori pubblici Andrea Serfogli - i lavori dovrebbero ripartire nei primi giorni di settembre».

Il Sostegno. L’altra parte del progetto di museo civico è sulla sponda sinistra dell’Arno, adiacente al ponte della Cittadella. I locali del Sostegno sono diventati “famosi” qualche mese da quando l’Arno ha minacciato di esondare. Infatti, in quei locali ci sono anche i magazzini dei panconcelli, le paratie posizionate nelle emergenze lungo le spallette dell’Arno, e svariate decine di sacchini di sabbia. Dunque, prima di tutto deve essere trovata una nuova sistemazione: uno stabile adeguato è stato individuato in via Quarantola, alle spalle della stazione. Per ora comunque il dialogo tra Comune e Provincia è in fase interlocutoria: la buona volontà c’è da ambo le parti, va trovato il meccanismo più adatto per il passaggio dell’immobile (vendita, affitto o permuta).

Museo diffuso. L’idea di un sistema museale diffuso non si ferma alle due sponde dell’Arno, ma interessa tutta la città. «Quello che vorremmo - continua Serfogli - è mettere a sistema tutti i punti d’interesse turistici che stiamo realizzando, a partire dalle mura». Ma cosa ci sarà nel nuovo museo civico? Lo spiega l’assessore alla cultura Dario Danti: «Siamo ancora alla fase di progettazione, ma pensiamo a qualcosa che possa dare risalto a tutta la storia della città». Un progetto complessivo al quale saranno chiamate a partecipare molte realtà: «Formeremo un comitato - spiega Danti - che si occuperà di fornire una visione d’insieme: ci sarà il Comune ovviamente, ma sentiremo anche la Soprintendenza, l’Università e altri soggetti in una logica di un grande percorso partecipativo».

“Rete” culturale. L’assessore sposa l’impostazione di un museo diffuso. «I vari musei già presenti andranno messi a sistema. Penso - spiega Danti - a San Matteo, chiesa di San Vito, Palazzo Reale, Palazzo Blu, Chiesa della Spina, su cui abbiamo appena fatto un investimento importante, palazzo Lanfranchi». Nella Torre Guelfa e al Sostegno, se andrà in porto l’accordo con la Provincia, troveranno ospitalità foto, video, dipinti e installazioni. «Penso - conclude Danti - ad una parte permanente e ad una invece temporanea per valorizzare di volta in volta le esperienze che non trovano occasioni espositive altrove».

Francesco Loi

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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